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Spettacolo 4 min di lettura52 min fa

Eva Marie Saint, l’ultimo applauso prima dell’addio a 102 anni

Dall’Oscar conquistato al debutto alla collaborazione con Hitchcock, una carriera tra cinema, televisione e scelte lontane dai riflettori.

Nel 2009 Eva Marie Saint tornò sul palco degli Oscar, 54 anni dopo la statuetta conquistata per il suo primo film. Insieme ad altre quattro attrici già premiate dall’Academy consegnò il riconoscimento per la migliore attrice non protagonista a Penélope Cruz, premiata per "Vicky Cristina Barcelona". Fu un ritorno carico di significato nel luogo che aveva segnato l’inizio della sua carriera.


Gli ultimi ruoli oltre il cinema classico

Saint aveva continuato a lavorare anche nel nuovo millennio, scegliendo presenze in produzioni come "Il mio amico a quattro zampe", "Superman Returns" e "Storia d’inverno". Quest’ultimo film, uscito nel 2014 e tratto dal romanzo di Mark Helprin, rappresentò la sua ultima apparizione sul grande schermo.

La popolarità televisiva era tornata a sostenerla già negli anni Ottanta. In "Moonlighting" interpretò la madre del personaggio affidato a Cybill Shepherd, mentre nel 1986 fu la madre di Tom Hanks in "Niente in comune". Nel 1990 aggiunse alla propria collezione il Primetime Emmy Award, ottenuto per la miniserie "People Like Us".


Una vita condivisa con Jeffrey Hayden

Per 65 anni Saint ebbe accanto Jeffrey Hayden, regista teatrale e televisivo sposato nel 1951 e scomparso nel 2016. Il loro rapporto influenzò anche le decisioni professionali dell’attrice, che spesso mise la famiglia davanti alle occasioni offerte dagli studios.

La scelta fu evidente soprattutto dopo la nascita del primo figlio. Pur avendo ricevuto proposte importanti, Saint rinunciò a diversi contratti e negli anni Cinquanta realizzò soltanto sette film, lasciando passare anche progetti con Gregory Peck e Burt Lancaster.


L’addio a una protagonista di Hollywood

Eva Marie Saint è morta martedì 6 ottobre nella sua abitazione di Los Angeles, all’età di 102 anni. Jeff Sanderson, portavoce della famiglia, ha fatto sapere che il decesso è avvenuto per cause naturali e che i parenti e gli amici più vicini erano con lei.

Con la sua scomparsa se ne va una delle interpreti più longeve della grande Hollywood. Saint era ancora la vincitrice dell’Oscar più anziana in vita: aveva ricevuto il premio nel 1955 come attrice non protagonista per "Fronte del porto", pellicola di Elia Kazan che ottenne complessivamente sette statuette.


Dalla radio a Elia Kazan

Nata il 4 luglio 1924 a Newark, nel New Jersey, l’attrice trascorse l’infanzia in una cittadina nei pressi di Albany. Il suo nome era davvero Eva Marie Saint, non uno pseudonimo creato per il cinema, come molti spettatori avevano immaginato.

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Prima di arrivare sul grande schermo lavorò alla radio e in televisione, dove negli anni Cinquanta si impose tra i talenti più considerati della sua generazione. La formazione all’Actors Studio fu decisiva: entrò nella scuola dopo un provino sostenuto davanti a Elia Kazan, che in seguito la volle nel suo esordio cinematografico. Saint, molto riservata, riconobbe inoltre a Lee Strasberg un ruolo importante nel superamento della propria timidezza.


Un Oscar arrivato al primo film

In "Fronte del porto" vestì i panni della donna amata dal tormentato Terry Malloy, interpretato da Marlon Brando. La vittoria arrivò al suo debutto e rese memorabile anche la prima cerimonia degli Oscar alla quale partecipò.

Incinta del primo figlio, ricevette la statuetta da Frank Sinatra e scherzò sulle sue condizioni con una frase rimasta celebre: «Credo che il bambino stia per nascere proprio qui». Darrell sarebbe nato due giorni dopo.


Il ruolo che rischiò di rifiutare

La prudenza con cui gestiva la carriera la portò quasi a rinunciare anche alla parte che l’avrebbe legata per sempre ad Alfred Hitchcock. Fu Jeffrey Hayden a suggerirle di non accantonare la proposta e a invitarla a leggere con attenzione la sceneggiatura.

Saint ricordò in seguito quel consiglio con ironia: «Aveva perfettamente ragione. Ed è proprio a questo che servono i mariti». Nel 1959 diventò così Eve Kendall, figura elegante e ambigua di "Intrigo internazionale", al fianco di Cary Grant. Il film si trasformò in uno dei titoli più noti di Hitchcock e il personaggio divenne uno dei simboli della sua carriera.


Una filmografia accanto ai grandi

Dopo l’esperienza con Hitchcock, Saint lavorò con numerosi protagonisti del cinema statunitense. Recitò con Elizabeth Taylor e Montgomery Clift ne "L’albero della vita", ambientato durante la Guerra civile americana, e condivise il set con Paul Newman in "Exodus" di Otto Preminger.

Il suo percorso rimase quindi diviso tra scelte personali, cinema d’autore e televisione. Dall’Oscar del 1955 fino all’ultima prova del 2014, Eva Marie Saint mantenne una presenza costante nello spettacolo senza trasformare la fama in una corsa continua verso nuovi ruoli.

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