Venezia, UniCamillus porta la longevità tra medici e artisti
Domani all’Arsenale un incontro della Biennale Sessions unisce ricerca, arte e società per discutere di invecchiamento, salute e qualità degli anni in più.
A Venezia la longevità diventa un terreno di confronto tra discipline diverse: UniCamillus riunisce domani medici, studiosi e artisti per discutere di età che avanza, salute e qualità della vita. L’appuntamento si svolge all’Arsenale, nella Sala A, dalle 15 alle 17, dentro la 61esima Esposizione internazionale d’arte.
L’iniziativa rientra nel programma Biennale Sessions e cade nello stesso anno in cui l’ateneo apre la sede di Venezia Mestre, con i corsi di laurea in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria.
La vecchiaia letta come opportunità
Per Gianni Profita, rettore di UniCamillus, il tema non va ridotto a una semplice gestione del tempo in più. Nel suo intervento ha spiegato che la longevità va interpretata come una possibilità da comprendere, perché la medicina da sola non basta a raccontarla.
Il rettore ha insistito sull’idea di mettere insieme prospettive diverse, coinvolgendo anche chi osserva il tempo attraverso arte, mare e bellezza. In questa cornice si inserisce la tavola rotonda “Il corpo che cambia e lo sguardo che cura: salute, arte e memoria nella longevità”, moderata dallo stesso Profita.
A introdurre la sessione sarà anche Massimo Zuin, direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, che ha definito Venezia un luogo simbolico per il tema dell’invecchiamento. Il suo ragionamento punta tanto sulla popolazione anziana quanto sul fascino che la città conserva proprio grazie al passare dei secoli.
Ricerca, alimentazione e fertilità al centro del dibattito
Sul piano scientifico, Diego De Leo affronterà il rapporto tra longevità e benessere, soffermandosi su alimentazione, attività fisica, sonno e prevenzione. Luigi Ferrucci, invece, offrirà una lettura meno lineare dell’invecchiamento: non un organo che si esaurisce, ma un equilibrio che perde progressivamente coordinamento.
Nicola Veronese parlerà della Dieta Mediterranea come di uno dei modelli più studiati nella prevenzione dell’invecchiamento. Per lui il cibo non è solo nutrimento, ma anche memoria e relazione, oltre che uno strumento contro l’isolamento sociale.
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Ermanno Greco porterà l’attenzione sul legame tra longevità e calo della natalità. Nel suo intervento partirà da un paradosso: mentre la vita media si allunga, la fertilità di coppia diminuisce, complice anche l’aumento dell’infertilità e fattori esterni come inquinamento e stili di vita.
Il mare e l’arte come chiavi della vecchiaia
Accanto ai medici, il programma prevede anche voci provenienti dal mondo della cultura. Alberto Luca Recchi racconterà il mare come una riserva di possibili soluzioni per la scienza, arrivando a descriverlo come una vera e propria “farmacia infinita”.
Claudio Strinati, invece, ripercorrerà il modo in cui l’arte ha cambiato lo sguardo sulla vecchiaia. Richiamando figure come Giovanni Bellini, Tiziano, Michelangelo e Giorgione, mostrerà come l’età avanzata possa essere letta non come declino ma come fase creativa.
La chiusura sarà affidata a Donatella Padua, coordinatrice scientifica dell’incontro e professoressa associata di Sociologia. Il suo intervento riporterà il focus sulla formazione dei futuri medici, con l’idea che il dialogo tra saperi diversi aiuti a guardare la persona prima della malattia.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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