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Salute 3 min di lettura30 set

Covid, la ripresa è globale: cosa sappiamo sulle nuove varianti

«In futuro ci saranno altre pandemie: penso alla resistenza agli antimicrobici e alle zoonosi legate ai salti di specie».

È il monito espresso da Francesco Figliuolo durante un’audizione parlamentare dedicata alla gestione dell’emergenza sanitaria causata da Sars-CoV-2.

Secondo Figliuolo, Italia ed Europa dovranno attrezzarsi per non dipendere completamente dall’estero nella disponibilità di dispositivi e farmaci. L’ex commissario ha richiamato anche l’aumento dei costi logistici e la necessità di mantenere un equilibrio tra l’approvvigionamento delle materie prime e la capacità di riconvertire il sistema industriale.


Le prossime emergenze richiedono autonomia

Il tema è stato affrontato nella Commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa delle decisioni adottate durante la crisi epidemiologica da Sars-CoV-2 e delle strategie di prevenzione. Nel suo intervento, Figliuolo ha indicato la resistenza agli antimicrobici e le malattie trasmesse dagli animali all’uomo tra i possibili rischi futuri.

La pandemia ha mostrato, secondo il generale, le conseguenze della concentrazione produttiva in alcune aree del mondo, mentre altri Paesi si dedicavano soprattutto alla progettazione. Per questo ha sottolineato l’importanza di una politica europea capace di garantire forniture essenziali e una maggiore flessibilità dell’apparato industriale.


Il rialzo coinvolge più continenti

L’incremento dei contagi non riguarda soltanto la Francia. Antoine Flahault, epidemiologo e docente di sanità pubblica all’Università Paris-Cité, ha spiegato che la crescita degli indicatori è visibile in Europa, negli Stati Uniti e in Asia, con un andamento simile a quello osservato nello stesso periodo degli anni precedenti.

In Francia, tra il 14 e il 20 settembre, le consultazioni per Covid-19 presso i medici di base sono aumentate del 76% rispetto alla settimana precedente, considerando tutte le fasce d’età. Anche in Cina si registra, come accade abitualmente in questo periodo dell’anno, una crescita dei casi; nel nostro Paese, invece, l’ultimo bollettino indica 128 nuovi contagi, 74 dei quali rilevati in Lombardia.

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Varianti Omicron sotto osservazione

La sorveglianza internazionale segue soprattutto l’evoluzione della famiglia Omicron. Tra i gruppi monitorati figurano la famiglia JN.1, le sottovarianti KP.1.2 e KP.4.2 e i ceppi classificati come varianti sotto osservazione, tra cui XFG e NB.1.8.1, quest’ultima conosciuta anche con il nome Nimbus.

NB.1.8.1 è attualmente la forma più diffusa, ma non mostra una maggiore aggressività rispetto alle precedenti varianti Omicron. I disturbi segnalati rimangono sostanzialmente gli stessi: febbre, tosse, mal di gola, affaticamento e naso congestionato. La sequenza evolutiva del virus, passata da Alpha e Delta fino a Omicron, comprende ora anche XFG.


Chi corre più rischi

Per la maggior parte delle persone, ha osservato Flahault, l’infezione può presentarsi come una forma lieve simile all’influenza. Il quadro può invece risultare più impegnativo per gli individui vulnerabili, per chi ha difese immunitarie ridotte, per gli anziani e per le donne in gravidanza.

L’epidemiologo ha inoltre riferito che, in Francia, non è stata individuata una variante specifica diversa da quelle già note in Europa. A suo giudizio, le nuove sottovarianti di Omicron, presenti nel continente dal gennaio 2022, sono oggi molto numerose e possono trasmettersi più facilmente, oltre a eludere in parte le difese immunitarie: elementi che contribuirebbero alle nuove ondate di infezioni.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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