Istruzione e cuore, tra gli anziani il rischio cambia del 22,6%
Tra gli anziani il livello di istruzione si associa a una marcata differenza nella presenza di patologie cardiovascolari: il dato raggiunge il 38,6% nelle persone con formazione più bassa, mentre scende al 16% tra quelle con istruzione p…
Tra gli anziani il livello di istruzione si associa a una marcata differenza nella presenza di patologie cardiovascolari: il dato raggiunge il 38,6% nelle persone con formazione più bassa, mentre scende al 16% tra quelle con istruzione più elevata. È uno dei risultati dello screening PreVasc, i cui esiti saranno illustrati il 2 ottobre alla Camera.
Il divario sociale pesa sul cuore
L’indagine ha coinvolto 2.600 persone con più di 65 anni, con un’età media di 74,7 anni. Secondo Alessandro Boccanelli, coordinatore del progetto per la Società italiana di Cardiologia geriatrica e presidente dell’associazione Salute e Società, l’aspetto più rilevante non riguarda soltanto le condizioni cliniche, ma anche il legame tra salute e vulnerabilità sociale.
Nel gruppo con minore vulnerabilità si contano in media circa tre patologie, mentre tra le persone più vulnerabili il numero sale quasi a quattro. Boccanelli sottolinea quindi che “a destare particolare preoccupazione non sono soltanto i dati strettamente clinici, ma le differenze significative associate alle condizioni sociali”.
I numeri dello screening cardiovascolare
L’analisi ha rilevato ipertensione nel 43% dei partecipanti e dislipidemia nel 47%, cioè un’alterazione dei livelli di grassi nel sangue, inclusi colesterolo e trigliceridi. Il diabete riguarda il 7% del campione; i fumatori sono il 14%, mentre gli ex fumatori rappresentano il 21%.
Particolare attenzione riguarda la funzionalità del cuore. In 241 persone, pari al 9,2% del totale, la frazione di eiezione — il parametro che descrive la capacità del muscolo cardiaco — è risultata inferiore al 50%; in tre casi è scesa sotto il 30%. Sono state inoltre individuate patologie valvolari moderate o severe: stenosi aortica nell’1,07% dei soggetti esaminati, insufficienza mitralica nel 4,69% e insufficienza tricuspidalica nel 5%.
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Reddito, differenze meno definite
Rispetto al titolo di studio, la fascia di reddito familiare mostra un’associazione meno marcata. L’andamento appare comunque peggiore nei livelli economici più bassi, soprattutto per quanto riguarda l’obesità.
La condizione interessa il 27,5% delle persone con reddito inferiore a 10.000 euro, contro il 15,9% di quelle collocate nella fascia tra 30.001 e 50.000 euro. Boccanelli precisa però che, considerando le quattro fasce di reddito, la differenza supera solo di poco la soglia della significatività statistica. Anche fumo e ipertensione seguono una tendenza analoga, ma senza differenze statisticamente significative.
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