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Salute 2 min di lettura30 set

Smartphone ai minori, il nodo dei 13 anni: cosa chiedono i pediatri

L’uso quotidiano del telefono è diffuso già tra i più piccoli, mentre il Bambino Gesù apre un servizio per i problemi legati alla vita digitale.

La tecnologia entra sempre più presto nella quotidianità di bambini e ragazzi, tra videogiochi, piattaforme sociali, chat e conversazioni con sistemi di intelligenza artificiale. Il punto critico, secondo Stefano Vicari, è capire quando il rapporto con gli strumenti digitali smette di essere gestibile e inizia a incidere sul benessere dei minori.

Vicari, responsabile dell’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale Bambino Gesù, invita a evitare uno smartphone personale prima dei 13 anni e a rinviare l’accesso indipendente ai social almeno fino ai 16. «Quando l’uso del digitale diventa difficile da controllare è opportuno chiedere una valutazione specialistica», ha spiegato.


La dipendenza può iniziare presto

I dati citati da Save the Children mostrano quanto siano precoci queste abitudini. Tra i 6 e i 10 anni, il 33% dei bambini italiani utilizza il telefono ogni giorno; nella fascia compresa tra 11 e 13 anni, invece, il 62% dispone di almeno un profilo social.

Già a 11 anni, inoltre, circa il 15% dei ragazzi presenta un uso problematico dei social. Il meccanismo può essere alimentato dall’arrivo continuo di notifiche, dalla ricerca di nuovi contenuti e dall’attesa delle reazioni ai propri post, elementi che favoriscono controlli ripetuti del dispositivo.


Quando la tecnologia diventa un problema

La difficoltà non coincide soltanto con il tempo trascorso davanti allo schermo. Il segnale più rilevante è l’incapacità di interrompere o limitare l’attività digitale, fino a ripercuotersi sul sonno, sui risultati scolastici e sui rapporti con gli altri.

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Tra i comportamenti da osservare rientrano la ricerca incessante del telefono, reazioni molto intense quando il dispositivo non è disponibile e l’abbandono delle attività svolte in precedenza. Anche le chat basate sull’intelligenza artificiale aprono nuove situazioni delicate: alcuni adolescenti arrivano ad affidare a questi strumenti questioni personali.


Al Bambino Gesù nasce un ambulatorio

Per affrontare queste difficoltà, l’Ospedale Bambino Gesù ha attivato un ambulatorio dedicato all’uso problematico di Internet e delle tecnologie digitali. Il servizio è rivolto sia ai bambini sia agli adolescenti e si concentra sulle situazioni in cui il rapporto con il digitale compromette la vita quotidiana.

Vicari ha definito le indicazioni sull’età dello smartphone e dei social come un possibile sostegno per le famiglie durante una fase particolarmente sensibile della crescita. «Consigliamo di non dare uno smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare l’accesso autonomo ai social almeno fino ai 16», ha aggiunto.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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