Vampate da terapia endocrina, la risposta non ormonale sotto esame
I dati dello studio OASIS-4 indicano un miglioramento dei sintomi vasomotori nelle pazienti con carcinoma mammario, indipendentemente dalla durata delle cure endocrine.
Per molte donne sottoposte a terapia endocrina dopo un tumore al seno, vampate, sudorazioni e disturbi del sonno possono diventare un problema rilevante. Al congresso della Società europea di oncologia medica è stata presentata una nuova analisi dello studio OASIS-4, dedicata all’efficacia di elinzanetant in rapporto al periodo di trattamento anti-ormonale.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Un beneficio che non dipende dalla durata
La ricerca ha coinvolto 474 donne tra i 18 e i 70 anni, tutte con almeno 35 vampate settimanali di intensità moderata o severa. Le partecipanti sono state assegnate a due gruppi: una parte ha assunto elinzanetant per 52 settimane, mentre l’altra ha ricevuto placebo per 12 settimane, seguito dal trattamento attivo per altre 40.
Secondo l’analisi, l’effetto del farmaco è rimasto evidente anche considerando da quanto tempo le pazienti stavano seguendo la terapia endocrina. Già nella prima settimana, lo studio aveva rilevato una diminuzione più marcata della frequenza e dell’intensità dei sintomi vasomotori rispetto al placebo.
Come agisce il trattamento
Elinzanetant è una terapia orale non ormonale. Matteo Lambertini, direttore dell’Oncologia Medica dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova e coordinatore dello studio, ha spiegato che il farmaco interviene su alcuni recettori cerebrali coinvolti nel controllo della temperatura corporea e del sonno.
In questo modo, secondo il ricercatore, il trattamento può contribuire a contenere vampate e sudorazioni sia diurne sia notturne senza ricorrere agli ormoni. Lambertini ha sottolineato che resta un bisogno clinico non ancora soddisfatto, perché questi disturbi possono essere frequenti e intensi, con caratteristiche simili a quelli della menopausa naturale.
Sintomi comuni e qualità di vita
Oltre il 70% dei carcinomi mammari esprime recettori ormonali. In Italia si contano 37mila nuove diagnosi ogni anno, ha ricordato Nicla La Verde, componente della Giunta Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Dopo l’intervento, molte pazienti ricevono una terapia endocrina adiuvante per ridurre il rischio che la malattia ricompaia. Il trattamento è efficace, ma può associarsi a vampate improvvise, calore intenso a viso, collo e torace, sudorazione, alterazioni del sonno e dolori osteoarticolari; quando diventano frequenti o severi, questi effetti possono incidere sulla vita quotidiana.
Sicurezza ancora sotto osservazione
I due esperti riferiscono che elinzanetant ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole e non ha interferito con le altre terapie assunte dalle pazienti. I risultati dell’analisi rafforzano quindi l’interesse verso un’opzione non ormonale per affrontare gli effetti indesiderati delle cure endocrine.
La Verde ha inoltre ricordato che la sopravvivenza al carcinoma mammario è in aumento in Europa, soprattutto quando la diagnosi arriva in una fase precoce. Per questo, la ricerca clinica dedica attenzione non soltanto all’efficacia contro il tumore, ma anche alla riduzione degli effetti collaterali e al mantenimento della qualità di vita.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Tumore al seno, ribociclib sotto esame: cosa dicono i nuovi dati
Lo studio Natalee presentato al congresso ESMO 2026 indica una riduzione delle recidive e un possibile vantaggio sulla sopravvivenza a lungo termine.
Caregiver, il cuore sotto pressione: il ruolo di sonno e stress
Una ricerca su quasi 800 caregiver con patologie cardiovascolari collega carico assistenziale, disagio psicologico e peggioramento del benessere fisico.
Dati genomici sotto controllo: la svolta di Carbon-X
Il modello a codice aperto punta a velocizzare l’analisi delle mutazioni e a sostenere nuove applicazioni nella medicina di precisione.
Tumore della vescica, l’Ue amplia l’accesso alla terapia perioperatoria
La combinazione di pembrolizumab ed enfortumab vedotin è stata autorizzata prima e dopo l’intervento anche senza requisito di eleggibilità al cisplatino.