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Salute 3 min di lettura5 ore fa

Caregiver, il cuore sotto pressione: il ruolo di sonno e stress

Una ricerca su quasi 800 caregiver con patologie cardiovascolari collega carico assistenziale, disagio psicologico e peggioramento del benessere fisico.

Per chi assiste ogni giorno una persona malata, il sonno disturbato e la stanchezza non sono aspetti secondari. In presenza di ipertensione, malattie cardiache, precedenti infarti o scompenso cardiaco, il peso dell’assistenza può sommarsi alle condizioni già esistenti e rendere più fragile l’equilibrio fisico ed emotivo.

L’attenzione riguarda soprattutto la qualità del riposo, la forza muscolare e il benessere psicologico. Trascurare questi elementi può aumentare il carico percepito dal caregiver e rendere più difficile continuare a seguire il proprio familiare o la persona assistita.

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Sonno e stanchezza aggravano il carico

Lo studio ha preso in esame poco meno di 800 caregiver familiari non retribuiti, tutti con patologie cardiovascolari e impegnati nell’assistenza di anziani che vivevano nella comunità. I dati provenivano dal National Health and Aging Trends Study e dal National Study of Caregiving; la valutazione ha considerato sia la fatica legata all’assistenza sia il disagio psicologico, rilevato attraverso sintomi di ansia e depressione.

Tra i partecipanti, più di nove su dieci riferivano ipertensione, malattie cardiache o un precedente infarto. Le donne rappresentavano circa sei caregiver su dieci tra le persone con più di 65 anni. I fattori associati alle condizioni peggiori erano il sonno di scarsa qualità, la sensazione di esaurimento e una minore forza nelle gambe.

Anche il tempo dedicato all’assistenza aveva un peso rilevante: all’aumentare delle ore quotidiane cresceva il carico emotivo e fisico. Secondo i risultati, lo stress prolungato potrebbe contribuire alla comparsa di ansia e depressione, condizioni che a loro volta si associano a una maggiore vulnerabilità cardiovascolare. Le donne e i caregiver relativamente più giovani sembravano essere i gruppi più esposti sotto questo profilo.


La salute del caregiver non va rimandata

La ricerca, coordinata da Kyeung Mi Oh, esperta di salute pubblica presso la George Mason University, insieme a Yeonsu Song dell’Università della California di Los Angeles, sottolinea la necessità di considerare anche le condizioni di chi presta assistenza. Oh ha spiegato che sonno, capacità fisica, equilibrio emotivo e impegno assistenziale risultano elementi importanti nel determinare sia il peso percepito sia il disagio psicologico.

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Il rischio nasce dalla combinazione di più fattori: riposo insufficiente, affaticamento, stress e difficoltà emotive possono sommarsi alla necessità di occuparsi quotidianamente di un’altra persona. Per questo gli esperti indicano l’opportunità di percorsi di controllo e sostegno cardiovascolare adattati alle esigenze del caregiver.

Andrea Farina, direttore della Cardiologia dell’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, ha ricordato che l’aumento della durata della vita e la diffusione delle malattie croniche rendono sempre più frequente il ricorso all’aiuto dei familiari. Chi assiste si trova così a gestire contemporaneamente problemi sanitari, organizzativi ed emotivi, spesso sottraendo tempo alle proprie necessità.


Condividere l’assistenza può aiutare

Secondo Farina, stress persistente, riduzione degli spazi personali e difficoltà nel conciliare cura, lavoro e vita privata possono favorire la comparsa o il peggioramento dei fattori di rischio cardiovascolare. Tra gli aspetti da non trascurare rientrano la regolarità del sonno, un’alimentazione equilibrata e lo svolgimento costante di attività fisica, oltre ai controlli medici già programmati e all’eventuale adesione alle terapie prescritte.

È importante inoltre prestare attenzione ai segnali di affaticamento e, quando possibile, distribuire le responsabilità tra altri familiari o ricorrere alle reti di supporto disponibili. «Condividere il carico assistenziale può contribuire a ridurre lo stress e a prevenire l’esaurimento del caregiver», ha osservato Farina, con possibili benefici per la qualità di vita di chi assiste e della persona che riceve le cure.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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