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Salute 2 min di lettura20 ore fa

Un autoritratto contro lo stigma: la salute mentale in mostra

Trentasei immagini nate nei servizi dell’Asl Roma 2 portano identità e sguardi personali nella Casa della Comunità Tuscolano.

Alla Casa della Comunità Tuscolano il pubblico potrà visitare gratuitamente l’esposizione e partecipare a un laboratorio fotografico aperto: chi lo desidera potrà realizzare il proprio autoritratto all’interno di un set predisposto. L’appuntamento precede la quinta edizione di Ro.Mens, il Festival della salute mentale previsto dal primo al 10 ottobre.

Il progetto non si limita alle opere già esposte. La partecipazione dei visitatori amplia infatti il percorso dedicato alla rappresentazione di sé e al rapporto tra immagine, identità e percezione della normalità.


Un fenomeno globale in crescita

Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, tra il 1990 e il 2023 i disturbi mentali nel mondo sono quasi raddoppiati, arrivando a 1,17 miliardi di casi nell’ultimo anno considerato. Il dato offre il contesto nel quale si inserisce l’iniziativa romana.

Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl Roma 2, ha spiegato che, rapportata alla popolazione italiana, quella dimensione corrisponderebbe a circa 8 milioni di persone. «I servizi di salute mentale riescono a dare una risposta importante, ma pregiudizio e stigma sono ancora barriere che impediscono di accedere ai servizi», ha osservato.


La fotografia arriva nei servizi

È proprio all’interno della Casa della Comunità Tuscolano, struttura dell’Asl Roma 2 ospitata nello storico edificio dell’Asilo Savoia, che è stata presentata la mostra “La salute mentale, oggi”. La direzione artistica del progetto è affidata al fotografo Francesco Zizola.

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L’esposizione raccoglie 36 fotografie scelte da un insieme di 180 autoritratti. A realizzarle sono stati pazienti, medici e operatori sanitari durante i laboratori attivati nei Centri Diurni di Salute Mentale.


Un percorso tra arte e soggettività

Il lavoro nasce dall’idea di esplorare, attraverso l’autoritratto, il modo in cui ciascuno può raccontare la propria normalità. Davanti all’obiettivo, la persona non viene soltanto fotografata: riacquista centralità nel definire la propria immagine e nel mostrare la parte più personale della propria identità.

Lucia Borgonzoni ha ricondotto la mostra al Protocollo d’Intesa sottoscritto dal ministero della Cultura e dal ministero della Salute. Secondo la sottosegretaria, il percorso parte dalla convinzione che arte e bellezza possano sostenere il benessere delle persone, anche attraverso il principio della “prescrizione dell’arte come cura”.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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