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Salute 1 min di lettura5 ore fa

Tumori da Hpv, la corsa ai vaccini: obiettivo barriera in 3 anni

Il progetto punta ad aumentare rapidamente la copertura tra donne under 40 e uomini under 30 per ridurre la circolazione dell’Hpv nell’intera popolazione

Una protezione vaccinale più ampia potrebbe ridurre la diffusione dell’Hpv anche tra le persone che non hanno ricevuto il vaccino. È questo l’obiettivo del piano straordinario per contrastare i tumori correlati al papillomavirus umano, illustrato da Antonio Ferro, direttore generale dell’Asuit del Trentino ed ex presidente della Società italiana di igiene.

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La barriera immunitaria va costruita presto

Secondo Ferro, il progetto nasce dalla necessità di creare nel minor tempo possibile una copertura elevata nella popolazione. «Rafforzare rapidamente la barriera immunitaria consente di limitare la circolazione virale e di ottenere benefici anche per chi non è vaccinato», ha spiegato durante il 59° congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica.

L’appuntamento si è svolto a Genova, ai Magazzini del Cotone del Porto Antico, dal 21 al 24 ottobre. La strategia è stata pensata come un intervento triennale, con un traguardo preciso: raggiungere tutte le donne con meno di 40 anni e tutti gli uomini sotto i 30 anni.


Trentino, primi dati incoraggianti

In Trentino, ha riferito Ferro, i risultati iniziali del programma sono positivi. La valutazione complessiva, tuttavia, non è ancora conclusa: trattandosi di un percorso distribuito su tre anni, i dati definitivi dovrebbero essere disponibili nel 2027.

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Per aumentare le adesioni sono stati previsti due canali paralleli. Da una parte c’è una proposta rivolta alla popolazione attraverso i social media e le campagne informative; dall’altra è previsto un contatto diretto con le persone che non si sono presentate o non hanno aderito alla vaccinazione.

L’invito individuale, ha concluso Ferro, serve quindi a recuperare chi è rimasto fuori dalla campagna e a rendere più ampia la copertura complessiva. L’obiettivo finale resta contenere la circolazione dell’Hpv e ridurre il rischio dei tumori associati all’infezione.

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