Tumori, l’Europa non è uguale: dove il rischio aumenta di più
Un’analisi presentata al Congresso ESMO 2026 evidenzia forti differenze tra i Paesi dell’Unione per i tumori del polmone e della cervice uterina.
Il luogo in cui si vive può modificare sensibilmente la probabilità di sviluppare alcuni tumori. Nel 2024, nei Paesi dell’Unione europea con tassi superiori alla media comunitaria, le differenze di incidenza hanno prodotto una stima complessiva di 29.412 casi in eccesso, concentrati soprattutto nelle neoplasie del polmone e della cervice uterina.
GioiaPura
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Il divario più ampio riguarda la cervice
Per il tumore della cervice uterina, la distanza tra gli Stati membri è particolarmente marcata: in Romania si registrano 36 nuovi casi ogni 100mila donne, mentre a Malta il dato scende a 5. Il rapporto tra i due Paesi è quindi di 7,2 a 1.
Nell’insieme dei dieci Stati con valori oltre la media europea, i casi stimati in eccesso sono 4.866. La Romania rappresenta la quota maggiore, con 2.475 diagnosi, seguita da Polonia con 861, Bulgaria con 407, Ungheria con 360 e Portogallo con 263.
Polmone, differenze anche tra i sessi
Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore polmonare tra gli uomini sono state stimate in circa 199mila, con un’incidenza media di 89 casi ogni 100mila persone. Il valore più basso è quello della Svezia, con 38 casi, mentre l’Ungheria raggiunge quota 130: una differenza superiore a tre volte.
Nei 12 Paesi che superano la media comunitaria, il numero di casi in eccesso arriva a 11.105. I valori più elevati riguardano Polonia, con 3.934 casi, Ungheria con 1.734, Romania con 1.533, Grecia con 1.391 e Francia con 1.348.
Anche tra le donne il quadro è molto disomogeneo. Le nuove diagnosi sono circa 116mila e l’incidenza media si attesta a 43 casi ogni 100mila persone: si passa dai 20 casi della Lituania agli 83 della Danimarca, con un livello superiore di oltre quattro volte.
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Gli 11 Stati sopra la media registrano complessivamente 13.441 casi in eccesso. Germania e Paesi Bassi guidano questa graduatoria, rispettivamente con 3.074 e 3.069 casi, seguiti da Polonia con 1.978, Ungheria con 1.427 e Danimarca con 1.325.
Prevenzione decisiva nei due tumori
I risultati arrivano da uno studio sulle disuguaglianze oncologiche in Europa, presentato a Madrid da Diego Serraino, epidemiologo e consulente di Alleanza contro il cancro, durante il Congresso ESMO 2026 della Società europea di oncologia medica. L’indagine è stata realizzata utilizzando le stime 2024 dell’European Cancer Information System.
I ricercatori hanno messo a confronto, nei 27 Paesi dell’Unione, i tassi di incidenza dei tumori polmonari per sesso e quelli della cervice uterina con le rispettive medie europee. Per ogni Stato con un valore superiore è stato poi calcolato il numero di diagnosi aggiuntive rispetto al riferimento comunitario.
Secondo l’analisi, per il tumore del polmone hanno un ruolo determinante le politiche di contrasto al fumo. Per la neoplasia della cervice uterina, invece, vengono indicati come elementi centrali la vaccinazione contro il papillomavirus umano, principale responsabile della malattia, e l’adesione allo screening, che permette di riconoscere in fase precoce le lesioni precancerose.
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