Cure oncologiche, il bivio dell’Europa: ricerca e accesso
Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell’Esmo, chiede meno ostacoli agli studi clinici e un equilibrio tra innovazione, prezzi e sostenibilità del Ssn.
La ricerca oncologica non rappresenta soltanto una via per sviluppare nuove cure, ma anche uno strumento per utilizzare meglio le risorse del Servizio sanitario nazionale e rafforzare il peso della comunità scientifica italiana. «Fare ricerca significa garantire ai nostri pazienti l'accesso all'innovazione», ha sottolineato Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell'Esmo.
Secondo l'oncologo, il punto di equilibrio deve tenere insieme tre esigenze: la sostenibilità economica, la disponibilità delle terapie più avanzate e la capacità dell'Europa di restare competitiva nella produzione di conoscenza e trattamenti innovativi.
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Il valore delle cure guida le scelte
Sul fronte dell'accesso ai medicinali innovativi, l'Esmo propone di concentrarsi sui risultati effettivi per i malati. Curigliano ha spiegato che dovrebbero essere privilegiate le terapie capaci di produrre vantaggi clinici rilevanti, sia quando la malattia viene affrontata nelle fasi iniziali sia in presenza di metastasi.
Per stimare l'impatto concreto dei nuovi trattamenti, la società scientifica utilizza anche la Scala del beneficio clinico, uno strumento destinato a misurare i miglioramenti ottenuti dai pazienti. La valutazione del valore, tuttavia, non dovrebbe creare attese più lunghe né ridurre la possibilità di entrare in una sperimentazione.
Meno ostacoli agli studi clinici
Curigliano ha indicato due priorità operative: rendere più snelle le procedure regolatorie europee e coinvolgere maggiormente governi e istituzioni nazionali. L'obiettivo è ridurre il tempo necessario per avviare gli studi e riconoscere alla ricerca un'importanza strategica nelle politiche sanitarie.
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A suo giudizio, eventuali interventi sui prezzi dei farmaci non possono determinare una contrazione delle sperimentazioni. Il calo delle attivazioni degli studi clinici, cioè delle ricerche che verificano sicurezza ed efficacia delle nuove terapie, richiede perciò un confronto tra tutti i soggetti interessati.
L’Europa difende il suo ruolo
L'appello è stato lanciato a Madrid, durante l'apertura del congresso 2026 dell'Esmo. Curigliano ha ricordato che il continente ha contribuito in modo decisivo alla nascita di diverse innovazioni oncologiche e mantiene una posizione riconosciuta a livello internazionale.
I risultati emersi negli ultimi 5 anni ai principali appuntamenti scientifici, compresi quelli dell'Asco e dell'Esmo, hanno mostrato secondo il presidente eletto il contributo europeo allo sviluppo di trattamenti in grado di modificare la pratica clinica. Da qui la richiesta di intervenire rapidamente per impedire che la diminuzione degli studi indebolisca la ricerca oncologica europea.
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