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Salute 2 min di lettura54 min fa

Tumore al polmone, il vaccino che porta la sopravvivenza al 47%

Nei pazienti con malattia avanzata e già trattata, l’aggiunta del vaccino a immunoterapia o chemioterapia ha mostrato risultati migliori rispetto alla sola chemioterapia.

In Italia il tumore del polmone provoca quasi 40 mila nuovi casi ogni anno ed è la neoplasia con il più alto numero di decessi. La forma non a piccole cellule, indicata con la sigla NSCLC, costituisce circa l’85% dei tumori polmonari.

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Un risultato rilevante nei pazienti già trattati

I dati più incoraggianti arrivano da pazienti con malattia avanzata, peggiorata dopo una prima combinazione di chemio-immunoterapia. In questo gruppo, l’aggiunta di un vaccino terapeutico ha portato la sopravvivenza a 12 mesi al 47% con l’immunoterapia e al 46% con la chemioterapia.

Il confronto è stato effettuato con la sola chemioterapia standard, basata sul docetaxel, dove la sopravvivenza a un anno si è fermata al 29%. «I risultati sono stati molto positivi», ha riferito Federico Cappuzzo, sottolineando che nei gruppi sottoposti al vaccino non è stato osservato un aumento degli effetti indesiderati.


Come funziona il vaccino peptidico

Il preparato è composto da 10 brevi sequenze sintetiche di amminoacidi, selezionate a partire dagli antigeni presenti sulle cellule tumorali. Per questa composizione viene definito vaccino peptidico.

Secondo Cappuzzo, il trattamento presenta questi frammenti ai linfociti T nei pazienti positivi alla variante genetica Hla-A2. L’obiettivo è favorire il riconoscimento delle cellule malate da parte del sistema immunitario; nello studio, l’attività è stata descritta senza una maggiore tossicità rispetto alle terapie abituali.

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Lo studio attende la presentazione ufficiale

La sperimentazione clinica di fase II, chiamata Combi-TED, ha coinvolto 106 persone. I partecipanti sono stati distribuiti in tre gruppi: vaccino insieme alla chemioterapia, vaccino con nivolumab oppure docetaxel in monoterapia.

Il lavoro è stato promosso dalla Fondazione Ricerca Traslazionale, presieduta dallo stesso Cappuzzo, direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. I risultati saranno presentati al congresso della Società Europea di Oncologia Medica, in programma a Madrid nei prossimi giorni.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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