11.000Lettori online ora
Salute 3 min di lettura6 giorni fa

Shiatsu e disturbi alimentari: il segnale che cambia nei ragazzi

A Bologna l’esperienza con lo shiatsu mostra trasformazioni nel modo in cui alcuni ragazzi percepiscono il proprio corpo e descrivono il proprio umore, dentro un percorso multidisciplinare.

Per Ferri e il team del centro bolognese, il punto più interessante è proprio questo: dopo le sedute, i disegni e l’umore di molti ragazzi cambiano in modo evidente. Su una cinquantina di pazienti, l’analisi interna ha rilevato un miglioramento nel 93% dei casi, dato che il gruppo sta preparando per una pubblicazione scientifica.


Un tocco che aiuta a ricomporsi

Secondo l’operatrice, il lavoro manuale non serve solo a rilassare: può favorire una maggiore fiducia nel corpo, soprattutto in chi lo vive con paura o fastidio. Lo shiatsu, nelle parole di Ferri, diventa così un mezzo per recuperare familiarità con la propria fisicità e per rimettere insieme anche la parte emotiva della persona.

Il trattamento viene adattato caso per caso, tenendo conto delle capacità individuali, della sensibilità e di eventuali limiti pratici, come la presenza di un sondino nasogastrico. In alcuni momenti si ricorre all’autotrattamento, soprattutto quando le ragazze non accettano il contatto, in altri si lavora in coppia con sequenze semplificate che le pazienti si scambiano tra loro.


Disegni, corpo e percezione

Prima e dopo ogni incontro, Ferri invita i ragazzi a rappresentare il proprio corpo e a segnalare su una scala da 1 a 10 le zone doloranti. Chiede anche una breve frase per descrivere come si sentono in quel momento. In questo modo, racconta, è possibile osservare come si modifichino sia la percezione corporea sia il tono dell’umore.

Nella descrizione della operatrice, la trasformazione emerge anche nei disegni: all’inizio compare un corpo appena abbozzato, quasi infantile, mentre in seguito prende forma un’immagine più definita, con tratti più ricchi e con elementi che richiamano persino il volto e l’identità. Per Ferri, questo passaggio suggerisce un diverso rapporto con sé stessi.


La rete clinica e la ricerca

L’esperienza fa parte delle attività offerte nel Centro Regionale per i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione in età evolutiva dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, dove lo shiatsu è inserito come supporto accanto alle cure tradizionali. Antonia Parmeggiani ha ribadito che l’approccio ha senso solo se viene integrato con il lavoro dell’intero gruppo multidisciplinare, insieme a neuropsichiatra infantile, psicologo, dietista, pediatra e nutrizionista.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Le attività, ricordano le due studiose, hanno preso avvio oltre trent’anni fa grazie al sostegno dell’associazione di volontariato Fanep. Più di recente, la squadra ha iniziato a raccogliere dati di ricerca che potrebbero aiutare a spiegare perché questa pratica risulti utile nei disturbi dell’alimentazione.


Cosa succede nelle sensazioni del corpo

Ferri e Parmeggiani hanno presentato questo lavoro all’ultimo congresso europeo di Shiatsu, organizzato nei giorni scorsi a Frascati, con il titolo “‘Corpi risentiti”. Nel loro intervento hanno richiamato anche altri approcci di medicina complementare integrativa usati nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ma l’attenzione principale è rimasta sullo shiatsu.

Parmeggiani osserva che nei disturbi come anoressia nervosa e bulimia la percezione del corpo può risultare alterata, e in alcuni casi si aggiungono difficoltà interocettive, cioè nella lettura delle sensazioni interne. Nei casi più gravi, soprattutto quando il sottopeso è marcato, il rapporto con il corpo può diventare ancora più complesso e doloroso.

Secondo le due esperte, uno dei possibili meccanismi riguarda l’attivazione di vie nervose collegate alla componente affettiva del tatto. L’ipotesi è che questo circuito invii informazioni al cervello sullo stato affettivo e fisiologico, raggiungendo anche l’insula, area coinvolta nell’autoconsapevolezza e nella percezione delle sensazioni corporee, che in alcuni pazienti con anoressia può risultare alterata.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere