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Salute 3 min di lettura8 ore fa

A Roma gli autoritratti entrano nella cura: la mostra che coinvolge tutti

Trentasei immagini realizzate nei percorsi di salute mentale saranno esposte nella Casa di comunità Tuscolano, dove anche il pubblico potrà lasciare il proprio ritratto

Non ci saranno soltanto fotografie da osservare: chi entrerà nella Casa di comunità Tuscolano potrà aggiungere la propria immagine al progetto. La mostra dedicata alla salute mentale trasforma così il visitatore in parte attiva di un racconto collettivo sull’identità e sulla percezione di sé.


Il pubblico diventa parte dell’opera

L’esposizione, intitolata “La salute mentale, oggi”, raccoglie 36 autoritratti scelti tra i 180 realizzati nei laboratori dei Centri diurni del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl Roma 2 e nell’area penitenziaria di Rebibbia. Ogni persona potrà inoltre entrare in un set fotografico allestito nella struttura, scattare il proprio autoritratto e decidere se lasciarlo su una parete dedicata.

Al partecipante sarà consegnata anche una copia della fotografia. L’iniziativa, curata artisticamente da Francesco Zizola, è stata inaugurata nella sede di via Monza 2 e sarà visitabile gratuitamente dal 1° ottobre nello storico edificio dell’Asilo Savoia. Gli scatti erano già stati mostrati nell’ottobre 2025 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, ottenendo una partecipazione definita straordinaria.


Fotografarsi per ritrovare sé stessi

Il progetto nasce dall’idea di rappresentare la normalità attraverso lo sguardo diretto di chi si mette davanti all’obiettivo. L’autoritratto diventa uno strumento per riappropriarsi della propria soggettività: non è più l’esterno a descrivere la persona, ma la persona stessa a scegliere come raccontarsi.

Zizola ha spiegato che l’immagine prende spunto dal gesto quotidiano con cui ciascuno si guarda allo specchio appena sveglio. L’assenza di nomi e ruoli sotto le fotografie vuole invece evitare classificazioni e contrapposizioni, mettendo in discussione ogni forma di discriminazione.


La salute mentale oltre i pregiudizi

L’apertura della mostra precede la quinta edizione di Ro.Mens, il Festival della salute mentale previsto dall’1 al 10 ottobre. Secondo l’Asl Roma 2, l’appuntamento rientra nel percorso avviato dal protocollo tra ministero della Cultura e ministero della Salute, che considera l’arte una possibile risorsa per il benessere e una componente delle cosiddette prescrizioni sociali.

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Roberto Testa, direttore del Distretto sanitario 7, ha ricordato la trasformazione dell’Asilo Savoia, nato come luogo di accoglienza per l’infanzia abbandonata e oggi diventato una Casa della comunità al servizio di 330.000 abitanti. La struttura, ha sottolineato, mostra concretamente che la salute non riguarda soltanto gli ospedali e può incontrare la cultura nei luoghi di prossimità.


Un fenomeno in crescita globale

Massimo Cozza, alla guida del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl Roma 2, ha richiamato i dati di uno studio pubblicato da The Lancet nel maggio 2026. Dal 1990 al 2023 i disturbi mentali sarebbero quasi raddoppiati, arrivando a 1,17 miliardi di casi nel mondo. “Se noi dovessimo rapportare questo dato alla popolazione italiana, riguarderebbe circa 8 milioni di persone”, ha affermato Cozza.

Il direttore ha evidenziato il lavoro svolto dai servizi territoriali, ma anche il peso ancora esercitato da stigma e pregiudizio, indicati come ostacoli all’accesso alle cure. Il presidente del Municipio Roma VII, Francesco Laddaga, ha invitato a passare “dallo stigma alla vicinanza, fino alla cura”, descrivendo la mostra come un’azione condivisa tra istituzioni e comunità cittadina.

All’inaugurazione sono intervenuti anche Maria Cedrola, direttore sanitario dell’Asl Roma 2, Giovanni Leonardi e la senatrice Lucia Borgonzoni. Nel quadro del protocollo istituzionale, Borgonzoni ha ricordato che alcune sperimentazioni hanno misurato una riduzione dello stress del 60% dopo la visione di affreschi; Leonardi ha invece sottolineato il ruolo delle Case di comunità nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e nella sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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