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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Sant'Orsola, due pazienti ricevono un rene grazie al farmaco

Roberto Mazzotti e Maria Chiara Negri raccontano gli effetti del trattamento dopo 13 e 14 anni di dialisi

Al Sant'Orsola di Bologna due pazienti con scarse possibilità di trovare un organo compatibile hanno ricevuto un trapianto di rene grazie a un innovativo farmaco anti-rigetto.

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La vita dopo la dialisi

Maria Chiara Negri, 56 anni, è stata indicata come la “paziente tre”. Educatrice per vent’anni in un centro dedicato a ragazzi con disabilità mentale, convive con la malattia fin dall’infanzia ed è seguita dall’équipe del Sant’Orsola da 45 anni.

Dopo 14 anni di dialisi, quest’anno ha accettato subito la proposta del trattamento e si è sottoposta al trapianto. “Senza dialisi è completamente un altro mondo, una qualità di vita non paragonabile a quella di prima”, ha raccontato. Il trattamento le occupava tre giorni ogni settimana, dalle 12.30 alle 18.30, limitando vacanze e viaggi: dal prossimo anno conta di poterli finalmente programmare.


Il racconto di Mazzotti

Roberto Mazzotti, 55 anni, pizzaiolo di Ravenna, è stato il primo paziente a ricevere il trapianto nell’ambito della sperimentazione. L’intervento è avvenuto a febbraio, dopo che per 13 anni aveva seguito la dialisi e aveva visto ridursi quasi a zero le possibilità di trovare un rene compatibile a causa degli anticorpi elevati.

A 28 anni aveva iniziato ad avere i primi problemi di salute; due anni più tardi era arrivato il primo trapianto. Nel 2012 quell’organo aveva smesso di funzionare e Mazzotti era dovuto tornare alla dialisi. Quando i medici gli avevano prospettato possibilità pressoché nulle di un nuovo trapianto, aveva detto di essersi sentito crollare il mondo addosso.

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Il trattamento a Bologna

La proposta del farmaco anti-rigetto ha cambiato il quadro clinico dei due pazienti, che avevano possibilità quasi inesistenti di ricevere un organo compatibile. Mazzotti ha accettato dopo averci riflettuto per circa trenta secondi e oggi descrive il risultato come un cambiamento totale della propria vita.

Dopo l’operazione ha riferito di stare bene e di non dover più pensare ai limiti legati alla dialisi, compresa la possibilità di bere. Ha definito particolarmente importante essere uscito dal trattamento dopo tanti anni, pur ricordando la presenza di alcune piccole complicazioni.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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