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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Amgen, Prix Galien per inebilizumab contro una malattia rara

I riconoscimenti sono stati assegnati a Torino per inebilizumab e tarlatamab, destinati a due patologie con bisogni terapeutici elevati.

Amgen ha ottenuto il Prix Galien Italia 2026 per inebilizumab, destinato alla malattia IgG4-correlata.

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Le reazioni dell’azienda

Katia Massaroni, direttrice medica esecutiva di Amgen Italia, ha collegato i riconoscimenti al lavoro svolto con la comunità scientifica. «Inebilizumab può fare la differenza nel trattamento della malattia IgG4-correlata», ha affermato, spiegando che l’azienda collabora con gli specialisti per aumentare la conoscenza di una patologia il cui percorso diagnostico e terapeutico presenta ancora carenze.

Lauri Lindgren, vicepresidente e direttore generale di Amgen Italia e Grecia, ha definito il premio assegnato a inebilizumab particolarmente significativo per un settore caratterizzato da un’elevata necessità clinica. Secondo il manager, i due riconoscimenti riflettono il contributo della ricerca alla comprensione delle malattie e allo sviluppo di nuove possibilità terapeutiche.


La menzione per tarlatamab

Durante la stessa cerimonia, tarlatamab ha ottenuto una menzione speciale. Si tratta di un’immunoterapia bispecifica a emivita prolungata, messa a punto per persone adulte con carcinoma polmonare a piccole cellule in fase estesa, quando la malattia progredisce e serve un trattamento sistemico.

Massaroni ha indicato il farmaco come una possibile opportunità per i pazienti con microcitoma dopo la prima progressione. La responsabile medica ha ricordato che, in quest’area, la ricerca non aveva prodotto avanzamenti significativi per più di trent’anni.


La malattia IgG4-correlata

La patologia IgG4-correlata è rara, cronica e sistemica. Può interessare organi e tessuti diversi, tra cui pancreas, reni, ghiandole salivari, orbite, tiroide e aorta; in Italia le stime riportate oscillano da poco meno di 500 a poco meno di 800 persone.

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I sintomi non sono uniformi e possono ricordare quelli di altre malattie. Questa varietà rende spesso difficile arrivare al riconoscimento corretto e, se la patologia non viene individuata e controllata, può verificarsi un danno agli organi, con conseguenze sulla qualità di vita.


Il trattamento e lo studio clinico

Inebilizumab è il primo trattamento autorizzato nell’Unione europea per questa malattia. L’anticorpo monoclonale agisce contro CD19, presente sulle cellule B, considerate un bersaglio rilevante nei meccanismi immunitari associati all’infiammazione e al danno d’organo.

L’efficacia del farmaco è stata valutata nello studio registrativo di fase 3 Mitigate, terminato nel 2024. La ricerca ha seguito 135 pazienti attraverso 80 centri situati in 22 Paesi.

I premi sono stati consegnati il 3 novembre a Torino. Per Amgen, il riconoscimento a inebilizumab riguarda un’area terapeutica con una marcata urgenza medica, mentre la menzione a tarlatamab valorizza un’opzione sviluppata per il tumore polmonare a piccole cellule in fase estesa.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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