Sanità, il vincolo può cambiare: 12mila firme chiedono la svolta
La Commissione Affari sociali della Camera ha accolto la petizione per rendere permanente la libertà professionale dei sanitari dipendenti.
La deroga al vincolo di esclusività per i professionisti sanitari dipendenti è oggi prevista fino a dicembre 2027, ma la richiesta è di trasformarla in una regola stabile. A sostenere questa prospettiva ci sono oltre 12 mila sottoscrizioni raccolte durante l’estate tra operatori e cittadini.
La petizione entra in Parlamento
La Commissione Affari sociali della Camera ha accolto l’iniziativa promossa da Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, Fno Tsrm e Pstrp. Il passaggio istituzionale rappresenta, secondo la Federazione, un primo riconoscimento alla mobilitazione avviata nei mesi scorsi.
Catania ha commentato l’esito parlando di una domanda proveniente da migliaia di cittadini finalmente ascoltata dalle istituzioni. La proposta riguarda il superamento della norma che impedisce ai professionisti sanitari del comparto, se dipendenti, di svolgere attività lavorativa al di fuori dell’orario ordinario.
Una deroga che scade nel 2027
La disciplina interessa 23 professioni e coinvolge circa 350 mila operatori. L’abolizione del limite, secondo i promotori, potrebbe ampliare l’offerta di prestazioni sul territorio e rendere più semplice per i cittadini trovare risposte ai propri bisogni di cura.
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Una modifica temporanea è già stata introdotta con l’ultimo decreto milleproroghe, che ha sospeso il vincolo fino alla fine del 2027. Il punto centrale della nuova richiesta è ora rendere definitiva quella scelta, evitando che la libertà riconosciuta ai professionisti torni a essere limitata alla scadenza prevista.
Il nodo dell’indennità
La Federazione precisa che l’obiettivo non è aumentare il carico di lavoro degli operatori. Il presidente Catania ha chiarito: «O si riconosce finalmente l’indennità di esclusività oppure si lascia ai professionisti la libertà di mettere le proprie competenze a servizio dei cittadini anche fuori dall’orario di lavoro».
La questione viene quindi presentata come un’alternativa tra il riconoscimento economico legato all’esclusività e la possibilità di esercitare anche oltre il turno di servizio. I firmatari chiedono che il Parlamento esamini la proposta in tempi rapidi, con l’auspicio che una misura definitiva venga approvata prima della conclusione della legislatura.
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