Sangue e plasma, cosa cambia nella rete italiana: il ruolo degli infermieri
Fnopi e Centro Nazionale Sangue uniscono competenze, formazione e campagne pubbliche per rendere più sicuri donazioni e trattamenti trasfusionali.
La sicurezza di chi dona e di chi riceve sangue o plasma passa anche dalla preparazione degli infermieri. Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue, sottolinea che «la preparazione e la motivazione dei nostri infermieri è fondamentale per il benessere dei donatori e la sicurezza di chi riceve sangue e plasma».
L’intesa punta a estendere le competenze del personale anche alla Medicina Trasfusionale, dalla raccolta degli emocomponenti fino all’emovigilanza. In questo ambito, secondo Teofili, il coordinamento tra professionalità diverse è indispensabile per assicurare terapie appropriate e procedure affidabili.
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Più competenze per la sicurezza
La formazione degli infermieri potrà comprendere attività legate alla donazione e alla gestione del sangue, con una distribuzione più efficace delle responsabilità operative. L’obiettivo è utilizzare meglio le risorse disponibili e rendere più fluido l’intero percorso assistenziale.
Un ruolo specifico sarà riservato anche al controllo degli eventuali rischi connessi alle trasfusioni. L’approccio multidisciplinare viene indicato come una condizione necessaria per tutelare sia i donatori sia le persone sottoposte a terapia con sangue, plasma o altri derivati.
Donazione e ricerca entrano nello stesso piano
Fnopi e Centro Nazionale Sangue hanno sottoscritto un accordo valido due anni per consolidare la rete trasfusionale italiana. Tra le finalità figurano la diffusione della donazione volontaria e regolare, una particolare attenzione al plasma, la promozione di abitudini salutari e la tutela delle condizioni di salute dei donatori.
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L’intesa prevede inoltre un organismo nazionale permanente incaricato di seguire le attività comuni. Saranno sviluppate campagne informative rivolte ai cittadini, iniziative di aggiornamento professionale e progetti di studio sull’uso appropriato del sangue e sulla sicurezza delle procedure.
Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, ha definito la collaborazione con il Centro Nazionale Sangue un’occasione per costruire strategie condivise e rafforzare la cultura della donazione. Secondo Mangiacavalli, nuovi modelli organizzativi potranno valorizzare le capacità infermieristiche e mantenere elevati livelli di assistenza e protezione.
L’accordo nasce quindi dall’incontro tra l’esigenza di aumentare la consapevolezza sul dono e quella di aggiornare l’organizzazione dei servizi. Al centro restano il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti che hanno bisogno di emocomponenti o plasmaderivati e una gestione più sicura dell’intero sistema trasfusionale.
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