San Gerardo, la sfida della ricerca: a Monza nuovi investimenti
Fontana celebra il ruolo della Torre della Ricerca e il rilancio del presidio monzese, sostenuto da risorse pubbliche e collaborazione tra istituzioni e realtà sociali.
Ricerca, assistenza e innovazione si intrecciano nel futuro del San Gerardo di Monza. Per Attilio Fontana, la Torre della Ricerca rappresenta una delle espressioni dell’eccellenza sanitaria lombarda, mentre la conclusione dei lavori di riqualificazione rafforza il ruolo dell’ospedale sul territorio.
Una rete tra ricerca e assistenza
Il governatore ha sottolineato il valore del riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. In questa veste, il San Gerardo collega attività scientifica, sperimentazione clinica e presa in carico dei pazienti, con un’attenzione particolare alla salute dei bambini.
A Monza questo modello si basa sulla collaborazione tra l’ospedale, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Fondazione Tettamanti, la Fondazione Maria Letizia Verga e altre realtà del privato sociale. Fontana ha definito questa sinergia una delle manifestazioni più significative del rapporto tra ricerca e cura.
Il rilancio passa dagli investimenti
Durante l’inaugurazione del nuovo San Gerardo, Fontana ha ricordato che il progetto appena completato ha richiesto 217 milioni di euro. Le risorse hanno permesso di aggiornare gli edifici, i percorsi dedicati ai pazienti e le apparecchiature tecnologiche, senza interrompere l’attività dell’ospedale nel corso del cantiere.
La Regione Lombardia ha già previsto ulteriori finanziamenti per la prossima fase. Sono stati destinati 30,5 milioni di euro al settore dell’emergenza-urgenza e altri 24 milioni al rafforzamento di aree strategiche della struttura.
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Il ruolo decisivo delle fondazioni
Secondo il presidente lombardo, la specificità del sistema regionale risiede anche nella capacità di riunire competenze e risorse diverse intorno a obiettivi condivisi. In questo quadro, le Fondazioni Tettamanti, Maria Letizia Verga, Berlusconi ed Ennio Doris contribuiscono allo sviluppo del sistema sociosanitario insieme alle istituzioni pubbliche.
Fontana ha rivolto un ringraziamento a medici, ricercatori, specializzandi, studenti, infermieri e operatori sanitari. Il loro lavoro, ha spiegato, consente di trasformare il progresso scientifico in assistenza quotidiana e di sostenere, soprattutto nell’ambito pediatrico, la possibilità di nuove prospettive di vita.
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