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Salute 2 min di lettura12 ore fa

Rigidità e contratture col freddo: come ridurre i fastidi

Rigidità, contratture e gambe pesanti possono attenuarsi con movimento graduale, protezione dal freddo e applicazioni di calore

Con l’arrivo delle basse temperature possono aumentare rigidità, contratture e pesantezza alle gambe. I fisioterapisti indicano cinque accorgimenti per continuare a muoversi e ridurre i fastidi stagionali.

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Muoversi senza forzare

Samuel Dallarovere, fisioterapista e fondatore di Pagge-Dallarovere, invita a non cambiare radicalmente le proprie abitudini, ma a osservare le reazioni del corpo e conservare una quota quotidiana di attività. «L’obiettivo non è stravolgere le proprie abitudini, ma prestare attenzione ai segnali del corpo e continuare a dedicare spazio al movimento», ha spiegato.

Anche pochi gesti distribuiti nella giornata possono aiutare a mantenere la mobilità. Una camminata breve o esercizi semplici sono preferibili a una lunga interruzione dell’attività fisica durante i mesi più freddi.


Quando serve un controllo

Il dolore non va attribuito automaticamente al clima. Se il disturbo continua oltre 1-2 settimane, interrompe il sonno oppure compare insieme a formicolii o perdita di forza, è opportuno consultare un professionista sanitario per accertarne l’origine.

Secondo gli esperti del centro di fisioterapia Page-Dellarovere, il freddo tende soprattutto ad accentuare tensioni già presenti e a rendere più faticoso il lavoro dell’organismo. Un recente studio dell’università di Manchester citato dai fisioterapisti indica che il 75% delle persone con dolore cronico percepisce un peggioramento quando cambia il clima.


Proteggere le zone più esposte

Per conservare il calore, il corpo può ridurre la circolazione alle estremità e assumere inconsapevolmente posizioni rigide: spalle sollevate, collo raccolto e schiena incurvata. Per questo non basta coprire mani e piedi.

Una sciarpa ben avvolta e una maglia infilata nei pantaloni aiutano a difendere sia la cervicale sia la parte bassa della schiena dagli sbalzi termici. Sono proprio queste le aree in cui la tensione tende a concentrarsi quando ci si ripara dal freddo.

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Risvegliare il corpo al mattino

Dopo molte ore nella stessa posizione, è normale avvertire una mobilità ridotta appena svegli. Prima di iniziare le attività, si possono dedicare circa 10 minuti a movimenti lenti e controllati.

Ruotare le spalle, flettere con cautela il busto e camminare per qualche minuto in casa consente di riattivare gradualmente il corpo. L’obiettivo è recuperare elasticità senza passare subito a gesti intensi.


Prepararsi allo sforzo

Chi corre, pratica sport all’aperto o deve affrontare una giornata fisicamente impegnativa dovrebbe precedere l’attività con un riscaldamento. Bastano 5 o 10 minuti, aumentando progressivamente ampiezza e intensità dei movimenti.

Questa fase evita il passaggio improvviso dall’inattività a uno sforzo elevato e prepara i muscoli al lavoro. Il principio vale anche quando l’esercizio previsto non è particolarmente lungo.


Calore e attività regolare

Una doccia calda o una borsa dell’acqua calda possono rilassare le aree contratte. L’applicazione può durare 15-20 minuti, mantenendo una temperatura gradevole e mai eccessiva per non irritare o ustionare la pelle.

Buio precoce e pioggia possono favorire la sedentarietà, ma rinunciare del tutto alle passeggiate non aiuta la mobilità articolare né l’umore. Non servono allenamenti impegnativi: anche un’attività moderata e costante permette di limitare la riduzione dei movimenti durante l’inverno.

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