Profumo, come sceglierlo senza sbagliare: le regole che contano davvero
Dalla scelta in base all’occasione fino ai tabù da evitare, Andrea Galletti spiega come cambia il modo di indossare, regalare e acquistare le fragranze.
Non basta che piaccia: una fragranza può funzionare oppure risultare fuori posto a seconda del momento, della quantità e persino del modo in cui viene applicata. Nel racconto di Andrea Galletti, il profumo è ormai un accessorio da trattare con la stessa attenzione riservata all’abbigliamento.
Il profumo oggi segue nuove regole
Il mercato, secondo Andrea Galletti, sta vivendo una fase di forte crescita e di trasformazione. A suo dire, si è passati da un’epoca in cui le grandi marche commerciali dominavano quasi tutto lo spazio a una stagione in cui il pubblico cerca sempre più spesso chi il profumo lo realizza davvero.
Galletti, oggi alla guida di Satinine insieme a Ridgely Cinquegrana, ha rilanciato lo storico laboratorio milanese fondato nel 1883. Da questa esperienza nasce anche una lettura più ampia del cosiddetto scent code, cioè l’insieme di abitudini e scelte che riguarda produzione, acquisto e uso delle fragranze.
Quando usarlo e quanto metterne
La differenza tra giorno e sera, nel profumo, esiste ancora. Le essenze serali sono più decise e devono lasciare una scia riconoscibile; quelle da giorno, invece, possono restare più vicine alla pelle. Galletti parla di fragranze “second skin”, discrete e percepibili solo da vicino.
Conta anche la quantità. Alcuni profumi, per la loro intensità, richiedono solo due spruzzi; altri possono essere applicati con maggiore generosità. Il principio, però, resta lo stesso: se la scelta è corretta e coerente con il contesto, il profumo deve farsi sentire.
Anche il luogo in cui lo si indossa cambia le regole. In generale va messo sulle zone calde del corpo, come polsi, collo e petto. Non sui capelli, perché l’alcol può rovinarli, pur trattenendo a lungo l’essenza.
Il mito dei polsi sfregati
Tra i consigli più diffusi c’è quello che sconsiglia di strofinare i polsi dopo aver spruzzato la fragranza. Galletti ridimensiona questo timore: non si tratta di un gesto davvero dannoso per la composizione del profumo.
Il problema, semmai, è un altro. Sfregando, la fragranza tende a volatilizzarsi più rapidamente e quindi dura meno sulla pelle. Non è una questione di molecole “rotte”, ma di tenuta complessiva.
Regalare una fragranza si può
Sui profumi da dono esiste un tabù molto italiano, ma all’estero il gesto è considerato del tutto normale. Per Galletti, regalare una fragranza assomiglia a offrire un mazzo di fiori o un libro: conta il gusto con cui si sceglie e il pensiero che c’è dietro.
Il rischio di non indovinare il destinatario, del resto, vale per qualsiasi presente. Per questo alcune profumerie propongono discovery kit, oppure voucher per esperienze personalizzate. Satinine ha scelto una formula diversa: un buono che arriva sotto forma di chiave personalizzata, pensata anche come oggetto da conservare.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Stagioni, memoria e nuove tendenze
C’è poi il tema della stagionalità. In inverno, spiega Galletti, molti preferiscono profumi più intensi; nei mesi caldi si orientano verso note come magnolia, camelia o agrumi. Lui racconta di scegliere spesso profumi floreali quando piove, per richiamare idealmente la primavera.
In questo stesso quadro si inserisce il cosiddetto dopamine scenting, un uso delle fragranze legato al benessere e all’umore. L’olfatto, essendo strettamente connesso ai ricordi, spiega anche perché molte persone restino fedeli allo stesso profumo per anni.
Ma l’abitudine può diventare un limite. Col tempo, infatti, il naso si abitua e smette di percepire bene ciò che indossiamo: una sorta di “nose blindness” che, per Galletti, riduce il piacere dell’esperienza. Da qui l’idea di cambiare spesso fragranza, così da riscoprirla davvero.
Come arriva alla scelta giusta
La selezione finale, per Galletti, assomiglia molto alla scelta di una persona con cui stare. È una decisione guidata da emozione, sentimento e memoria, non da una semplice graduatoria di qualità.
Per questo si può provare a lungo prima di trovare il profumo adatto. Il preferito, osserva, non coincide necessariamente con il più buono in assoluto: spesso è quello che richiama ricordi profondi e che finisce per parlare in modo personale a chi lo indossa.
Le analogie romantiche, nel suo racconto, non mancano. E la sintesi più efficace è quasi da favola moderna: come la bacchetta di Harry Potter, è il profumo a scegliere chi lo porterà.
Le novità dell’autunno 2026
Accanto alle regole d’uso, arrivano anche le tendenze di stagione. Le nuove uscite puntano su profumi intensi e su accordi gourmand, con note come ciliegia e mora in primo piano.
Tra i riferimenti citati ci sono Lancôme La vie est belle Very Cherry, Miutine Intense di Miu Miu, Mare Assoluto di Brioni e il nuovo duo Vendetta di Valentino, costruito su una combinazione floreale gourmand legnosa che unisce tuberosa e legno di sandalo. Il fil rouge, per l’autunno 2026, resta quello di fragranze più ricche, calde e avvolgenti.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Dopo la leucemia, il futuro torna visibile: le storie in mostra al Gemelli
Sei percorsi segnati dai tumori del sangue diventano un racconto fotografico di cura, attesa e ripartenza attraverso l’esperienza delle terapie Car-T.
Crotone, paziente di 170 kg salvo dopo due operazioni d’urgenza
Un giovane coinvolto in un grave incidente è stato stabilizzato, rianimato e poi sottoposto alla ricomposizione di una frattura complessa al femore
Cervello, non esiste un solo tumore: il caso Di Battista e le cure
Dal glioblastoma ai meningiomi, le principali neoplasie cerebrali, il ruolo dell’edema e i trattamenti indicati per affrontarle.
Obesità e diabete, la sfida dei fondi: «Servono nuove risorse
Dal congresso di Milano arrivano richieste per finanziare le terapie contro l’obesità e una strategia europea fondata sulla prevenzione.