Obesità e diabete, la sfida dei fondi: «Servono nuove risorse
Dal congresso di Milano arrivano richieste per finanziare le terapie contro l’obesità e una strategia europea fondata sulla prevenzione.
La prossima legge di Bilancio italiana dovrebbe prevedere maggiori stanziamenti per l’obesità e il diabete. Roberto Pella, co-presidente dell’Intergruppo parlamentare dedicato all’obesità, al diabete e alle malattie croniche non trasmissibili, riferisce di un confronto con i ministri Schillaci e Giorgetti per individuare risorse destinate alle terapie innovative, oggi efficaci ma ancora onerose per i pazienti.
Francesco Giorgino, presidente dell’Associazione europea per lo studio del diabete, richiama invece il modello francese: Parigi ha aumentato i fondi per rendere rimborsabili alcuni farmaci innovativi destinati ai casi più gravi di obesità. A suo giudizio, non è accettabile che trattamenti capaci di migliorare la vita dei malati restino interamente a carico delle persone interessate.
La partita italiana passa dai finanziamenti
Il tema dell’accesso alle cure si inserisce in un quadro più ampio, nel quale gli esperti chiedono di evitare riduzioni della spesa sanitaria. Pella guarda con prudenza alle prossime decisioni del governo, mentre dal congresso di Milano emerge la necessità di sostenere sia i medicinali sia gli interventi capaci di ridurre il numero delle future complicanze.
Per Várhelyi, commissario europeo per la Salute e il Benessere Animale, il problema non riguarda soltanto l’Italia. I sistemi sanitari degli Stati membri sono già sottoposti a una pressione crescente e non potrebbero assistere, con le risorse attuali, un numero di malati doppio o triplo rispetto a quello odierno nel giro di pochi anni.
Ottocento luoghi per controllarsi
A Milano è stata presentata la prima campagna della Settimana europea dedicata ai controlli preventivi. L’iniziativa, chiamata “Conosci i tuoi valori”, invita a verificare pressione arteriosa, colesterolo e glicemia in 800 strutture distribuite nei diversi Paesi dell’Unione.
Il commissario sollecita controlli periodici e chiede alle autorità nazionali di renderli gratuiti e facilmente raggiungibili, anche in spazi della vita quotidiana come supermercati, stazioni e scuole. Sul diabete, Várhelyi indica una quota potenziale di prevenzione pari all’80% dei casi e considera questo uno degli obiettivi centrali della nuova politica sanitaria.
Prevenire per reggere l’urto
Secondo le stime richiamate durante il congresso, in Europa si contano circa 30 milioni di persone con diabete e più di 60 milioni di adulti con obesità. A questi numeri si aggiunge la preoccupazione per l’aumento delle malattie non trasmissibili, tra cui anche i tumori, e per il maggiore consumo di tabacco e prodotti contenenti nicotina tra i più giovani.
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Várhelyi sostiene che la risposta debba cambiare impostazione: oggi gli Stati destinano l’80% delle risorse alle cure, mentre ogni euro investito nella prevenzione potrebbe ridurre di 7 euro la spesa terapeutica. Il risparmio, nella sua prospettiva, dovrebbe finanziare l’innovazione e contribuire a mantenere cure di qualità accessibili a tutti.
La strategia europea guarda al futuro
Nel nuovo piano sanitario dell’Unione, il ruolo dei medici dovrà affiancarsi all’impiego delle tecnologie più recenti, compresa l’intelligenza artificiale. La prevenzione viene indicata come la base per costruire un sistema capace di affrontare l’aumento dei pazienti senza consumare ulteriormente risorse già limitate.
Parlando a Milano alla platea internazionale dell’Associazione europea per lo studio del diabete, il commissario ha avvertito che il tempo a disposizione si sta riducendo: «Le nuove generazioni sono ad altissimo rischio». Da qui il richiamo a un cambiamento profondo, sintetizzato con una frase del Gattopardo: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».
Il monito riguarda anche le scelte di bilancio dei singoli Stati. Várhelyi afferma che non spetta alla Commissione definire le politiche nazionali, ma considera inaccettabili tagli alla sanità proprio mentre crescono il diabete, l’obesità e le altre patologie croniche.
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