Prevenzione cardiovascolare, la svolta chiesta dal Lazio: più territorio
Antonello Aurigemma rilancia il ruolo degli screening precoci e di una rete sanitaria capace di raggiungere i cittadini nei luoghi della vita quotidiana.
Ridurre la mortalità cardiovascolare richiede controlli più precoci e una sanità capace di uscire dagli ospedali. È questa la direzione indicata da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto durante la prima Settimana europea degli screening, iniziativa della Commissione europea dedicata all’individuazione anticipata dei principali fattori di rischio e all’accesso ai controlli anche per le fasce più fragili.
Il cuore della strategia è il territorio
Secondo Aurigemma, la prevenzione cardiovascolare deve diventare una priorità stabile delle politiche sanitarie. Il rischio, ha ricordato, può avere una componente familiare e trasmettersi all’interno dei nuclei familiari: per questo l’intervento anticipato può contribuire a contenere in modo significativo il numero dei decessi.
La strategia nazionale coinvolge il Ministero della Salute e Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ma chiama in causa soprattutto le Regioni. A queste ultime spetta infatti un ruolo decisivo nella gestione e nel coordinamento della sanità territoriale, dove prevenzione e screening devono essere proposti anche alle persone più giovani.
«Occorre superare un modello fondato quasi soltanto sull’ospedale e costruire una sanità territoriale, capace di prendere in carico i pazienti», ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Lazio. L’obiettivo è intercettare prima le condizioni di rischio e intervenire quando le possibilità di prevenzione sono ancora maggiori.
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Una rete per cambiare abitudini
Per rendere duraturi i risultati delle campagne di sensibilizzazione servono collaborazione tra istituzioni, medici e professionisti che operano sul territorio. In questa prospettiva, Aurigemma ha richiamato il progetto «Un Consiglio di Salute», pensato per mettere in collegamento medici di medicina territoriale, specialisti, aziende e società scientifiche.
L’iniziativa punta a diffondere la cultura della prevenzione in contesti facilmente raggiungibili dai cittadini: luoghi di lavoro, spazi di aggregazione e centri commerciali. La finalità è estendere la platea degli screening cardiovascolari, intervenendo su una patologia che, tra le diverse malattie, mantiene il primato per indice di mortalità.
La Settimana europea degli screening rappresenta dunque un’occasione per rafforzare un percorso già indicato a livello nazionale. La sfida, secondo Aurigemma, consiste nel trasformare gli appuntamenti di sensibilizzazione in una rete continuativa di controlli e presa in carico, con particolare attenzione alle persone più esposte e ai gruppi familiari in cui il rischio risulta maggiore.
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