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Salute 3 min di lettura3 ore fa

Prevenzione, 473 prime mammografie: la sfida di Shield Women

«La prevenzione deve essere realmente accessibile a tutte».

«La prevenzione deve essere realmente accessibile a tutte». È questo l’obiettivo indicato da Flori Degrassi, presidente di Andos Nazionale Ets, al termine del progetto Shield Women: ridurre il peso delle condizioni sociali, economiche e culturali nell’accesso alla tutela della salute e rendere più stretto il rapporto tra associazioni, istituzioni e servizi sanitari.

La strategia si è basata sulla presenza nei luoghi già frequentati dalle comunità. Incontri informativi e attività di sensibilizzazione sono stati organizzati con associazioni culturali e sociali, enti religiosi, organizzazioni di volontariato e servizi territoriali, così da intercettare anche le persone lontane dai consueti canali della prevenzione.

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Una rete per superare gli ostacoli

In pochi mesi l’iniziativa ha raggiunto più di 10mila persone e ha inserito 2.798 donne in percorsi di prevenzione. Le mammografie realizzate sono state oltre 1.600; per 473 partecipanti si è trattato del primo controllo, mentre gli accertamenti hanno permesso di rilevare 12 casi.

A sostenere il progetto sono stati 11 comitati Andos presenti in diverse aree d’Italia, affiancati da 93 associazioni e realtà del territorio. Nella rete sono rientrate, tra le altre, case antiviolenza, parrocchie, farmacie, ambulatori popolari, organizzazioni sindacali e gruppi impegnati in ambito culturale.

Le difficoltà da affrontare non riguardano soltanto i costi o gli spostamenti. Barriere linguistiche, differenze culturali, fragilità psicologiche e scarsa familiarità con i servizi disponibili possono allontanare le donne dai programmi di screening o rinviare l’adesione. Shield Women ha cercato di creare un collegamento concreto con il Servizio sanitario nazionale attraverso informazione, orientamento e accompagnamento.


Il valore delle prime 473 visite

«Non basta offrire uno screening: bisogna consentire a ogni donna di arrivarci davvero», ha spiegato Degrassi. Secondo la presidente di Andos, il dato sulle 473 prime mammografie mostra più di ogni altro la capacità dell’iniziativa di raggiungere persone che difficilmente sarebbero entrate in contatto con la prevenzione tramite i percorsi abituali.

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Il modello adottato prevede che volontarie e volontari aiutino le donne a comprendere le opportunità disponibili, a individuare il servizio più adatto e a seguire le diverse fasi del percorso, dalla prevenzione agli eventuali approfondimenti diagnostici e alle cure. L’obiettivo è rendere più semplice il passaggio dall’informazione all’accesso effettivo alle prestazioni.

Per questo Andos ha predisposto una formazione specifica. Il programma è partito nel maggio 2025 con un corso nazionale di 3 giornate e si è poi articolato nei territori insieme a enti pubblici, strutture sanitarie e organizzazioni del terzo settore.


Un modello nato nel 2024

Il percorso formativo ha affrontato il funzionamento dello screening mammografico nazionale, le principali difficoltà che ne limitano la partecipazione, i dati epidemiologici e gli strumenti utili a favorire l’adesione. Sono stati analizzati anche i fattori sociali e psicologici che possono ostacolare il rapporto con la sanità, oltre alle tecniche di comunicazione necessarie per sostenere chi vive una situazione di vulnerabilità.

Nel 2024 Shield Women è stato scelto dal Powering Breast Cancer Progress Grant promosso da AstraZeneca Global. Il progetto di Andos è risultato l’unica realtà europea tra le sette premiate nel mondo.

I risultati sono stati illustrati a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, durante l’incontro “Prevenzione oncologica e fragilità sociale: il modello Shield Women”. L’esperienza, secondo Andos, dovrà ora diventare una struttura più stabile e riproducibile, perché la diagnosi tempestiva può limitare l’aggressività dei trattamenti e aumentare le possibilità di guarigione, a condizione che le disuguaglianze nell’accesso vengano ridotte.

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