Farmaceutica, l’Italia punta sugli investimenti: la sfida delle riforme
Da produzione ed export ai nodi del payback e dell’accesso alle cure: Farmindustria indica le priorità per rafforzare il comparto, con la Puglia tra i territori più dinamici.
Con 74 miliardi di euro di produzione e 69 miliardi di esportazioni, l’industria farmaceutica italiana si presenta come uno dei comparti tecnologici più solidi della manifattura nazionale. Il quadro è emerso a Canosa di Puglia, durante l’incontro organizzato da Farmindustria nella sede di Farmalabor, al quale ha partecipato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
La discussione ha messo al centro la capacità dell’Italia di continuare ad attirare capitali, ricerca e attività produttive in un contesto internazionale segnato da crescente instabilità geopolitica. Per Lucia Aleotti, componente del comitato di presidenza di Farmindustria, il settore farmaceutico rappresenta oggi un’opportunità strategica per il Paese.
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Produzione e ricerca al centro
Aleotti ha definito l’Italia “la nazione più attrattiva per gli investimenti” nel comparto farmaceutico. Secondo la rappresentante di Farmindustria, l’elevato contenuto tecnologico del settore favorisce anche l’ingresso di giovani e donne nel mondo del lavoro, mentre altri ambiti tradizionalmente forti dell’Europa, come l’automobile e la moda, attraversano una fase complessa.
La dirigente ha sottolineato che la competitività non può essere costruita soltanto sulla convenienza economica. Un comparto caratterizzato da ricerca e tecnologie avanzate, ha spiegato, deve poter contare su condizioni capaci di sostenere gli investimenti nella produzione e nell’innovazione, senza ridurre il confronto alla sola ricerca del prezzo più basso.
Cattani chiede una svolta normativa
Proprio sul terreno delle riforme, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha indicato la priorità: “È il momento di accelerare sulle riforme per rendere l’Italia sempre più attrattiva e competitiva”. L’intervento è arrivato nel corso dell’appuntamento intitolato “Innovazione e produzione di valore. Industria farmaceutica in Italia, una leadership da difendere nel Mezzogiorno”.
Tra i dossier citati c’è il payback farmaceutico, che secondo Cattani dovrebbe essere ridotto gradualmente fino a tornare ai valori del 2023, con l’obiettivo successivo di eliminarlo. La richiesta nasce dalla necessità di garantire maggiore sostenibilità agli investimenti delle imprese anche sul fronte della spesa pubblica.
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Accesso alle terapie e ruolo pugliese
Cattani ha inoltre richiamato l’esigenza di riconoscere meglio il valore dell’innovazione e di accorciare i tempi necessari per rendere disponibili le nuove cure. In questa prospettiva, Farmindustria propone un meccanismo di accesso anticipato alle terapie, operativo mentre sono ancora in corso la valutazione e il percorso per la rimborsabilità.
La Puglia è stata indicata da Aleotti come una delle aree più rilevanti del Mezzogiorno farmaceutico. La regione conta 1.700 addetti e un export superiore a 800 milioni di euro, numeri che ne fanno, secondo la componente del comitato di presidenza, una realtà di particolare interesse all’interno del sistema nazionale.
Farmalabor esempio di crescita
L’incontro si è svolto nella sede di Farmalabor, azienda presentata come un caso di sviluppo significativo. Aleotti ha ricordato il percorso dell’impresa e il contributo del cavaliere del lavoro Sergio Fontana, sottolineando il passaggio da 2 dipendenti a quasi 200 in pochi anni.
La crescita di Farmalabor è stata indicata come esempio concreto della possibilità di rafforzare ricerca e produzione avanzata nel territorio. Per Cattani, la questione non riguarda soltanto il comparto farmaceutico, ma la capacità più ampia dell’Italia e dell’Europa di restare luoghi nei quali le aziende scelgono di investire, sviluppare nuove soluzioni e produrre.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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