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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Mense scolastiche, la sfida agli ultraformulati arriva in Europa

Coldiretti valuta un’azione collettiva e chiede regole più stringenti, mentre uno studio collega questi alimenti a maggiori rischi per la salute

Un confronto tra alimenti italiani e prodotti d’importazione ha messo al centro il tema della tracciabilità e delle regole lungo la filiera. Pasta, olio extravergine di oliva, riso e snack sono stati utilizzati come esempi nell’allestimento presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.

L’invito rivolto ai consumatori è prestare attenzione alle etichette, verificare la provenienza e valutare con consapevolezza ciò che finisce nel carrello. Secondo Coldiretti, le produzioni nazionali assicurano controlli e rintracciabilità, mentre alcune merci estere possono essere sottoposte a disposizioni meno severe e contenere sostanze non autorizzate in Italia.

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La cattiva alimentazione pesa sulla sanità

Il tema non riguarda soltanto le abitudini individuali, ma anche le risorse pubbliche. Una ricerca della Fondazione Aletheia stima in circa 13 miliardi di euro ogni anno il costo, per il Servizio sanitario nazionale, delle patologie croniche associate a un’alimentazione scorretta.

A questo quadro si aggiungono i risultati di una ricerca firmata da Carlos Augusto Monteiro, medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum. Il lavoro, pubblicato su The Lancet nel 2025, ha osservato un’associazione tra un consumo più elevato di cibi ultraformulati e diversi esiti negativi per la salute.


I rischi osservati dallo studio

Nel dettaglio, l’analisi indica un incremento del 25% per il diabete di tipo 2 e del 23% per la depressione. Sono inoltre riportati aumenti del 21% per sovrappeso e obesità e del 18% sia per la mortalità complessiva sia per le malattie cardiovascolari o la mortalità cardiovascolare.

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I cibi ultraformulati sono alimenti sottoposti a più passaggi di lavorazione. I dati riportati descrivono associazioni statistiche e non stabiliscono, da soli, un rapporto automatico di causa ed effetto.


La richiesta di una norma europea

Coldiretti contesta l’assenza di un divieto specifico nel nuovo regolamento europeo sugli appalti pubblici. Secondo l’organizzazione, il testo non avrebbe escluso la presenza di alimenti ultraformulati nei servizi destinati alla collettività, comprese le mense scolastiche e le strutture pubbliche di cura e assistenza.

Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, ha definito “inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di cibi ultraformulati” intervenendo all’apertura del Forum, realizzato con la collaborazione di The European House-Ambrosetti. L’organizzazione ha inoltre avviato una verifica su presupposti e tempistiche di un’azione collettiva, con l’obiettivo di valutare un eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea a tutela della salute dei cittadini.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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