Patogeni, la strategia di Pievani: prevenire prima che sia tardi
Dalla lotta alla disinformazione alla tutela degli ecosistemi, il biologo indica come anticipare la diffusione di virus e batteri
La disinformazione scientifica non si argina soltanto con una smentita. Secondo Telmo Pievani, occorre spiegare anche i meccanismi che rendono credibili le notizie false e, allo stesso tempo, raccontare il valore del metodo scientifico, compresa la sua capacità di portare a scoperte inattese.
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La scienza deve sorprendere
Pievani considera l’imprevedibilità uno degli aspetti più interessanti della ricerca di base: spesso gli studiosi inseguono un obiettivo e finiscono per imbattersi in risultati completamente diversi. Molte innovazioni tecnologiche oggi importanti, ha osservato, sono nate proprio da queste scoperte casuali e non programmate.
La divulgazione, quindi, dovrebbe lavorare anche in positivo, mostrando come procede la ricerca invece di limitarsi a contestare gli errori. Rendere comprensibile questo percorso può aiutare a contrastare la disinformazione senza rinunciare alla complessità dei fenomeni scientifici.
L’ambiente favorisce i contagi
Negli ultimi quarant’anni, ha spiegato il docente, le attività umane hanno prodotto condizioni vantaggiose per molti agenti patogeni. Tra i fattori citati figurano la distruzione delle foreste, il traffico illegale di specie esotiche, la presenza ravvicinata di animali nei mercati e gli allevamenti intensivi, compresi quelli avicoli, dove possono circolare diversi ceppi dell’influenza aviaria.
A questo quadro si aggiungono la mobilità aerea tra continenti, la crescita della popolazione mondiale fino a circa 8 miliardi di persone e la forte concentrazione degli abitanti nelle aree urbane. Insieme, queste circostanze aumentano le occasioni perché un microrganismo passi dagli animali all’uomo, dando origine a una zoonosi.
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Anticipare la prossima emergenza
Per ridurre il rischio di una nuova crisi sanitaria, Pievani invita a intervenire sulle condizioni ecologiche che rendono possibili le pandemie. Vaccini e antidoti restano strumenti essenziali, ma devono essere accompagnati da sorveglianza, conoscenza preventiva e gestione dei cambiamenti ambientali.
Il rapporto con i patogeni, ha chiarito, è una sorta di corsa evolutiva: virus e batteri si adattano con maggiore rapidità rispetto agli esseri umani. La risposta, dunque, deve puntare sull’anticipo, studiando questi agenti prima che riescano a sfruttare le persone come veicoli di trasmissione.
Le considerazioni sono state proposte da Pievani, professore di Filosofia delle scienze biologiche all’Università degli Studi di Milano, durante l’incontro “Influenti- Enduring Innovation in Influenza”. L’appuntamento, organizzato da CSL Seqirus, ha preceduto il Congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in programma a Genova fino a sabato 24 ottobre.
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