Pacemaker nei bambini: controlli, impianto e possibili rischi
Il dispositivo sostiene il ritmo cardiaco quando il cuore del bambino batte troppo lentamente: ecco come funziona, dove viene collocato e come viene seguito nel tempo.
Telemedicina e radiografie possono affiancare i controlli in presenza di un pacemaker: alcune verifiche, compreso il monitoraggio della batteria, si possono svolgere anche a distanza, mentre una radiografia del torace viene generalmente eseguita ogni 2 anni per valutare la posizione degli elettrocateteri e la loro tensione, che può modificarsi con la crescita.
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La durata richiede controlli regolari
Il dispositivo deve essere verificato periodicamente da medici e tecnici, indicativamente ogni 6 mesi. Nel tempo, infatti, i cavi possono cambiare posizione o danneggiarsi, il problema cardiaco può peggiorare e la batteria può ridurre la propria efficienza.
La durata delle batterie varia da 5 a 15 anni e dipende dall'attività richiesta al pacemaker; in media si attesta intorno ai 6 o 7 anni. La sostituzione del generatore e della batteria viene programmata prima che la carica si esaurisca.
Quando il cuore rallenta troppo
Nei bambini con aritmia e frequenza cardiaca eccessivamente bassa, il cuore può non riuscire a distribuire una quantità sufficiente di sangue ossigenato all'organismo. Questa condizione può accompagnarsi a debolezza, sonnolenza, vertigini, affanno anche dopo sforzi modesti, sensazione di svenimento o perdita di coscienza.
Il pacemaker aiuta a riportare il battito a un ritmo adeguato all'attività fisica del bambino. Il suo funzionamento si basa su impulsi elettrici che inducono artificialmente la contrazione del muscolo cardiaco.
Da quali elementi è composto
All'interno di un piccolo involucro metallico trovano posto la batteria e il generatore computerizzato degli impulsi. Le dimensioni del contenitore sono poco superiori a quelle di una moneta da due euro.
Al generatore sono collegati uno o più elettrocateteri, cioè sottili cavi dotati di sensori all'estremità. Il generatore produce gli stimoli necessari a regolarizzare il ritmo, mentre questi collegamenti li trasmettono al cuore.
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Due modalità per posizionarlo
Nei bambini che pesano più di 20 Kg, il generatore viene collocato di norma sotto la pelle, nella parte alta del torace e al di sotto della clavicola. Gli elettrocateteri raggiungono le cavità cardiache passando attraverso la vena succlavia e la vena cava superiore, fino all'atrio destro e al ventricolo destro: si tratta dell'impianto endocardico.
Quando il peso è inferiore a 15-20 Kg, oppure quando le vene non consentono di arrivare alle camere del cuore, si ricorre a un intervento cardiochirurgico. In questo caso gli elettrocateteri vengono applicati sulla superficie esterna del cuore, con un impianto epicardico, mentre il generatore viene sistemato in una tasca sotto la pelle dell'addome.
Programmazione e possibili complicanze
Dopo aver collocato gli elettrocateteri e il contenitore metallico, i componenti vengono collegati e il dispositivo viene regolato con un apparecchio computerizzato. Le impostazioni dipendono dal disturbo cardiaco del paziente e il funzionamento deve essere poi verificato nel tempo.
L'intervento è considerato abbastanza sicuro, ma non è privo di possibili complicanze immediate. Tra queste rientrano infezioni nella zona d'impianto, reazioni ai farmaci anestetici, lesioni di vasi sanguigni o nervi, collasso del polmone dovuto a sangue o aria tra i foglietti pleurici, perforazione del miocardio, gonfiore, ematomi ed emorragie nella tasca che ospita il pacemaker.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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