18.000Lettori online ora
Salute 2 min di lettura5 giorni fa

Oncologia di precisione, la sfida è renderla accessibile a tutti

Una nuova commissione di The Lancet Oncology studierà come superare i divari tra innovazione genomica, risorse disponibili e accesso alle terapie.

Il progresso della genomica non si traduce ancora in modo uniforme in diagnosi e trattamenti per le persone con un tumore. Test molecolari e farmaci innovativi rimangono infatti più facilmente disponibili nei Paesi economicamente forti e, anche lì, soprattutto nelle strutture dotate delle tecnologie più avanzate.


La genomica resta lontana da molti pazienti

Per affrontare questo divario è stata istituita una nuova commissione internazionale promossa da The Lancet Oncology. La presentazione è avvenuta oggi a Hong Kong, durante il World Cancer Congress, con l’obiettivo di definire un percorso applicabile a sistemi sanitari differenti e capace di rendere l’oncologia di precisione più sostenibile, inclusiva e accessibile.

Il gruppo dovrà esaminare gli ostacoli che impediscono di trasformare le scoperte scientifiche in vantaggi concreti per i malati. Nel suo lavoro confluiscono competenze di oncologia, genomica, diagnostica anatomopatologica, salute collettiva, organizzazione sanitaria, economia, analisi dei dati, etica e rappresentanza dei pazienti.


Terapie mirate, un accesso ancora diseguale

Massimo Di Maio, presidente dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), ha ricordato che oggi più del 30% delle persone con neoplasie solide in fase avanzata può accedere a un trattamento scelto sulla base dei biomarcatori. La quota, ha aggiunto, è destinata a crescere con l’arrivo di nuove terapie di precisione attualmente valutate nella ricerca clinica.

«L'innovazione, però, trova la sua piena realizzazione solo se vengono eliminate o ridotte le disparità ancora esistenti», ha sottolineato Di Maio. La disponibilità di strumenti scientifici, dunque, non coincide automaticamente con la possibilità di utilizzarli in ogni realtà assistenziale.

Raffaella Casolino, oncologa e ricercatrice alla guida scientifica della Commissione, ha evidenziato la difficoltà di mantenere standard elevati quando le tecnologie diagnostiche diventano più complesse, le conoscenze cambiano rapidamente e i percorsi di cura richiedono risorse significative. Le criticità risultano particolarmente marcate nelle aree a basso reddito o caratterizzate da mezzi limitati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La rete necessaria per cambiare modello

Secondo Nicola Normanno, responsabile del Center for advanced molecular diagnostics in oncology della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma e presidente dell’International Quality Network for Pathology (Iqn Path), il superamento delle differenze richiede il coinvolgimento coordinato di soggetti pubblici e privati.

«Serve una cooperazione reale tra istituzioni pubbliche, industria diagnostica e farmaceutica, ricercatori e, soprattutto, pazienti», ha affermato Normanno. A suo giudizio, questa collaborazione dovrebbe sostenere la realizzazione di strutture diagnostiche affidabili, assicurare controlli di qualità sui test nei diversi contesti e favorire norme più armonizzate tra gli Stati.

La Commissione punta così a elaborare una roadmap globale che accompagni l’introduzione della genomica oncologica nella pratica clinica, tenendo conto non solo dei risultati della ricerca ma anche delle differenze economiche, organizzative e regolatorie presenti tra i sistemi sanitari.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere