Odori a distanza: Scentronic porta il profumo nel digitale
Il dispositivo ideato da Chunyu Yang combina sensori e intelligenza artificiale per rilevare una fragranza e riprodurla attraverso una rete senza fili.
Annusare una torta, una birra, un bicchiere di vino rosso o alcune arance dentro un ambiente digitale è già stato possibile nei test condotti con Scentronic. Il sistema ha riprodotto anche l’aroma del caffè associato a un oggetto visualizzato virtualmente, mostrando potenzialità che vanno oltre la semplice curiosità tecnologica.
La trasmissione richiede una rete Wi-Fi e un server in grado di conservare le informazioni raccolte. Tra gli scenari ipotizzati ci sono l’intrattenimento immersivo, il cinema e il commercio elettronico, dove il cliente potrebbe percepire l’odore di un prodotto prima di acquistarlo.
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Dalla medicina alla realtà virtuale
Secondo Chunyu Yang, la tecnologia potrebbe essere utilizzata durante consulti a distanza con persone che presentano disturbi dell’olfatto. L’idea è combinare la rilevazione dell’odore con strumenti capaci di riprodurlo senza la presenza fisica della sostanza originale.
Il progetto guarda però anche agli spettacoli e alle esperienze digitali. In una realtà virtuale, per esempio, l’emissione di una fragranza potrebbe accompagnare ciò che l’utente vede, mentre nel settore cinematografico aggiungerebbe una componente sensoriale alle immagini.
Come funziona il telefono degli odori
Scentronic è formato da due elementi collegati. Il primo è un dispositivo di rilevazione dotato di più sensori, che esaminano le molecole disperse nell’aria da una sostanza, come può accadere con un alimento.
I dati passano quindi a un processore che, con il supporto dell’intelligenza artificiale, separa e identifica con precisione le diverse componenti della fragranza. Le informazioni ottenute vengono poi inviate al secondo modulo, incaricato di ricreare l’odore.
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Un sintetizzatore in formato gioiello
La riproduzione avviene attraverso cinque nebulizzatori piezoelettrici. Le scariche elettriche trasformano le fragranze in particelle diffuse nell’aria, consentendo al dispositivo di restituire l’aroma in tempi praticamente immediati.
Il sistema non è ancora una tecnologia destinata all’uso comune, ma la sua progettazione lascia intravedere una possibile diffusione commerciale. Il sintetizzatore può infatti essere integrato in un braccialetto, in una collana oppure in un anello.
Il progetto nato all’Università dell’Ohio
A sviluppare il dispositivo è stata Chunyu Yang, dottoranda dell’Ohio State University. La ricerca è stata presentata sulla rivista Science Advances e descrive un apparecchio capace di rilevare una fragranza, trasformarla in dati e riproporla anche a centinaia di chilometri di distanza.
L’idea nasce dalla possibilità di trasferire digitalmente una sensazione legata agli odori: dal profumo del caffè al richiamo olfattivo di un ambiente familiare. Il cosiddetto “telefono degli odori” unisce così analisi delle molecole, elaborazione informatica e nebulizzazione in un unico sistema.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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