Neuroscienze, Mele chiede tempi più rapidi per le terapie
L’ad di Lundbeck Italia interviene a Firenze: la ricerca avanza, ma l’accesso resta da migliorare a ogni livello
Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia, ha chiesto di ridurre i tempi che separano i farmaci innovativi dall’impiego nella pratica clinica. L’intervento è arrivato a Firenze, a margine del 56esimo Congresso della Società italiana di neurologia.
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L’accesso alle nuove terapie
Secondo Mele, le difficoltà non riguardano soltanto l’organizzazione nazionale. Il percorso di accesso deve essere reso più agevole anche sul piano regionale e locale, così da consentire ai pazienti di beneficiare più rapidamente dei progressi terapeutici.
«Non possiamo permettere che l’accesso alle innovazioni terapeutiche resti, in realtà, un tallone d’Achille», ha affermato l’amministratore delegato di Lundbeck Italia durante le dichiarazioni rese al congresso. La questione, ha spiegato, deve essere affrontata con un metodo organico e non attraverso interventi isolati.
La salute del cervello tra le priorità
Mele ha ricordato che l’Italia figura tra i Paesi europei che hanno scelto di promuovere la strategia della salute del cervello, portando questo tema tra gli obiettivi delle politiche nazionali. Da qui, secondo la manager, nasce la necessità di rendere coerente l’attenzione istituzionale con la disponibilità concreta delle terapie innovative.
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Nel corso dell’appuntamento della Società italiana di neurologia, ha aggiunto, sono emersi i risultati raggiunti dalla ricerca neuroscientifica nel Paese. «Dobbiamo rendere sempre più fluido il processo che consente di portare i farmaci innovativi nella reale pratica clinica», ha concluso Mele.
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