Neonato morto a Perugia, 22 medici e infermieri sotto indagine
La magistratura vuole capire se le complicanze seguite al parto e il trasferimento verso Perugia abbiano avuto un peso nel decesso del piccolo, morto poche ore dopo la nascita.
La Procura di Perugia vuole capire se, nel percorso che ha portato alla morte del neonato, ci siano stati passaggi evitabili oppure se il decesso sia dipeso da complicazioni non arrestabili. Per farlo ha disposto l’analisi delle cartelle cliniche e dell’intera documentazione sanitaria, mentre l’autopsia dovrà chiarire il legame tra le cure e la fine del piccolo.
L’autopsia cerca le risposte decisive
Il consulente incaricato dovrà verificare se nelle fasi di diagnosi e trattamento siano emerse eventuali condotte di imperizia, imprudenza o negligenza. La Procura chiede anche di stabilire se un comportamento diverso avrebbe potuto scongiurare la morte con un alto grado di credibilità razionale e probabilità logica.
L’esame autoptico servirà quindi a ricostruire non solo le cause del decesso, ma anche l’eventuale peso delle scelte compiute dai sanitari. Se dalle verifiche dovessero emergere criticità, sarà necessario capire quale ruolo abbiano avuto i singoli professionisti coinvolti.
Le indagini toccano Foligno e Perugia
Nel registro degli indagati sono finite 22 persone, tra dipendenti dell’ospedale di Foligno e di quello di Perugia. L’ipotesi iniziale è quella di omicidio colposo. Finora, però, non sono stati individuati profili di responsabilità personali.
La vicenda riguarda il bimbo venuto alla luce il 16 settembre a Foligno e morto poco dopo a Perugia. I genitori hanno presentato una denuncia per chiarire la causa della morte e verificare se il percorso assistenziale sia stato gestito correttamente.
Dal parto al ricovero in emergenza
Secondo le prime informazioni, la nascita sarebbe stata segnata da difficoltà e si sarebbe conclusa con l’uso della ventosa. Nelle ore successive sarebbero comparsi segnali di sofferenza, fino al peggioramento che ha portato al trasferimento urgente nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Perugia.
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Il piccolo, arrivato al Santa Maria della Misericordia in condizioni ormai gravissime, non è sopravvissuto nonostante gli interventi degli specialisti. Gli investigatori stanno esaminando anche i tempi della valutazione clinica, il trasporto verso il capoluogo umbro e le cure fornite dopo l’arrivo in ospedale.
Cartelle cliniche sotto sequestro
La magistratura ha fatto acquisire le cartelle cliniche custodite nei due ospedali e ha identificato gli operatori che hanno seguito la madre, 32 anni, e il neonato. L’indagine riguarda tutto il percorso di assistenza, a partire dalla gestione del parto a Foligno.
Documenti e atti sanitari dovranno servire a ricostruire in modo preciso tempi, decisioni e trattamenti. Solo dopo l’autopsia e la lettura complessiva del materiale raccolto sarà possibile distinguere tra una tragica evoluzione clinica e un’eventuale responsabilità professionale.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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