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Salute 3 min di lettura5 giorni fa

Morbillo, la soglia che fa paura: cosa sta accadendo in Italia

La riduzione delle vaccinazioni riapre spazi alla circolazione del virus, mentre aumentano contagi, ricoveri e complicazioni anche gravi.

Quando la copertura immunitaria scende sotto il livello necessario, il morbillo può tornare a diffondersi rapidamente. Le cosiddette sacche di persone suscettibili favoriscono nuovi focolai e rendono particolarmente complesso fermare un’epidemia già avviata.

Per limitare la circolazione del virus, le autorità sanitarie internazionali e l’Istituto superiore di sanità indicano come obiettivo almeno il 95% della popolazione interessata, con due dosi di vaccino. Chi è nato prima del 1999, in molti casi, ha ricevuto una sola somministrazione e dovrebbe effettuare un richiamo in età adulta per raggiungere una protezione adeguata.


La protezione collettiva si è indebolita

Il mantenimento di una copertura elevata serve anche a tutelare chi non può essere vaccinato per ragioni legate all’età o alle condizioni di salute. Quando invece la percentuale di immunizzati diminuisce, il patogeno trova un numero maggiore di persone esposte e può riprendere a circolare.

In questo scenario, la verifica della propria situazione vaccinale e il completamento del ciclo vengono indicati dagli esperti come strumenti centrali di prevenzione. Il vaccino contro il morbillo viene generalmente somministrato in formulazione trivalente o tetravalente, rispettivamente Mpr e Mprv; non è invece disponibile una terapia antivirale specifica contro il virus.


Contagi e complicazioni in crescita

L’aumento dei casi sta già producendo conseguenze cliniche. In Liguria Matteo Bassetti ha riferito di 12 infezioni rilevate negli ultimi 20 giorni e di 4 persone ricoverate al San Martino, con problemi a carico dei polmoni, del sistema nervoso e del fegato. Nel suo intervento diffuso sui social, il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha parlato di “una vera e propria emergenza morbillo”.

Il rischio non riguarda soltanto i bambini. I lattanti che non hanno ancora raggiunto l’età prevista per la vaccinazione e gli adulti privi di immunizzazione sono tra i gruppi più esposti; proprio questi ultimi rappresentano la maggioranza dei nuovi casi anche nei dati dell’anno in corso. Le possibili conseguenze comprendono otiti, polmoniti, sovrainfezioni batteriche ed encefaliti acute, che possono richiedere il ricovero. Nei sistemi sanitari avanzati la malattia può comunque risultare fatale in circa un caso ogni mille, soprattutto per complicanze respiratorie o neurologiche.


Come si trasmette il morbillo

Il responsabile è un virus a Rna appartenente al genere Morbillivirus e alla famiglia dei Paramyxovirus. La sua trasmissibilità è tra le più alte osservate nell’uomo: il valore R0, cioè la media dei contagi secondari generati da una persona infetta in assenza di immunità e vaccinazioni, viene stimato tra 12 e 18.

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La diffusione avviene soprattutto attraverso l’aria, con le particelle emesse durante tosse e starnuti, oppure tramite il contatto con secrezioni nasofaringee. Il virus può restare presente per diverse ore sia nell’ambiente sia su superfici contaminate, una caratteristica che facilita la trasmissione soprattutto negli spazi chiusi e scarsamente ventilati.


I segnali della malattia

I primi disturbi compaiono in genere dopo un’incubazione di 10-14 giorni. L’esordio può ricordare quello di una sindrome influenzale, con febbre alta, tosse secca, naso che cola e congiuntivite; talvolta nella bocca si osservano anche le macchie di Koplik, piccoli elementi chiari sulla mucosa.

In seguito compare l’eruzione cutanea rossa tipica della fase acuta. La gestione resta soprattutto di supporto e può comprendere il trattamento delle eventuali complicazioni batteriche, mentre l’incremento registrato nel 2026 riporta l’attenzione sul problema della prevenzione.


Il quadro italiano del 2026

Una circolare del Ministero della Salute ha segnalato una crescita dei contagi nel 2026, già oltre i livelli record raggiunti nel 2024. Secondo Bassetti, il Paese rischia di affrontare un’epidemia molto grave, alimentata dalla riduzione delle vaccinazioni e dalla persistente sottovalutazione di una malattia spesso considerata innocua.

L’esperto ha inoltre evidenziato che i casi stanno aumentando insieme ai ricoveri per complicazioni importanti e al pericolo di decessi. La combinazione tra elevata contagiosità e immunità insufficiente rende quindi più probabile la formazione di focolai estesi, con ripercussioni soprattutto sulle persone non protette.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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