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Salute 3 min di lettura6 giorni fa

Morbillo in risalita: i giovani adulti sono il nodo più scoperto

Nel 2026 i contagi tornano a crescere in Italia, con 472 casi confermati nei primi cinque mesi e una forte concentrazione tra i 15 e i 39 anni.

La copertura vaccinale contro il morbillo resta una delle questioni più delicate, soprattutto quando si guarda alla seconda dose: nessuna Regione arriva al 95% e solo sette superano il 90%. Per i giovani adulti, osserva Gianni Rezza, la sfida è ancora più complessa perché questa fascia ha in genere pochi contatti con i servizi sanitari e tende a percepire meno il rischio.

"Si tratta di una fascia della popolazione in genere sana, che ha pochi rapporti con il proprio medico o con altri attori sanitari e con una percezione del rischio molto bassa".


La seconda dose resta il punto debole

I dati del 2024 mostrano un quadro contrastante. Per la prima somministrazione la media nazionale è al 94,7%, quindi vicina alla soglia del 95% considerata decisiva per fermare la circolazione del virus. L’intervallo, però, è ampio: si va da oltre il 98% di Lombardia e Molise all’88% della Sicilia.

Quando si passa al richiamo, il divario si allarga ancora. L’Umbria tocca il 94,3%, mentre la Sicilia scende al 67,8%. In tutto il Paese, solo sette Regioni risultano sopra il 90% e nessuna raggiunge l’obiettivo indicato.


I numeri del 2026 riaccendono l’allarme

Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati 472 casi confermati di morbillo, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. Se si aggiungessero anche i casi classificati come possibili o probabili, oggi fermi a 609, il quadro apparirebbe ancora più pesante.

Il ministero della Salute ha quindi invitato Regioni e istituzioni a rafforzare la sorveglianza e a mettere in campo campagne vaccinali più mirate, con attenzione particolare ai 15-39enni e ai bambini che hanno ricevuto soltanto una dose.


Dove si concentra l’aumento

La ripresa non è uniforme. Da un autunno 2023 segnato da un netto incremento dei casi, l’Italia ha visto 946 contagi confermati nel 2024 e 497 nel 2025, ma il 2026 ha già rimesso la curva in salita.

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Più della metà dei casi notificati, 345, riguarda persone tra i 15 e i 39 anni. Sul piano territoriale, la crescita più vistosa si osserva in Calabria, passata da 17 segnalazioni nel 2025 a 265 nel 2026, e in Campania, salita da 18 a 100. La vaccinazione contro il morbillo prevede due dosi: la prima dopo il compimento del primo anno di età e la seconda tra i 5 e i 6 anni.


Sorveglianza e recupero delle dosi mancanti

Nella circolare, il ministero indica una strategia doppia: da una parte velocizzare le indagini epidemiologiche e la notifica dei casi sospetti, dall’altra spingere campagne vaccinali rivolte ai giovani adulti non immunizzati e alle persone considerate più esposte.

Rezza insiste anche su un altro punto: bisogna far crescere la consapevolezza che il morbillo può colpire anche in età adulta e che, in quel caso, l’infezione può risultare più insidiosa che nei bambini. Ricorda inoltre che la vaccinazione è gratuita per tutte le fasce d’età, perché inserita nel Piano Nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita.

"È importante cominciare a fare maturare la consapevolezza nei giovani adulti di poter essere a rischio di contrarre il morbillo e che questa infezione da grandi può essere più rischiosa che da bambini".

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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