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Salute 2 min di lettura23 set

Morbillo, il balzo del 2026: 472 casi e coperture ancora basse

Nei primi cinque mesi dell’anno i contagi confermati crescono rispetto al 2025, mentre il ministero invita a spingere su sorveglianza e vaccinazioni, soprattutto tra i 15-39enni.

Il quadro più preoccupante, al momento, è quello delle vaccinazioni: nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto nel 2024 la soglia del 95% con due dosi, indicata come necessaria per fermare la circolazione del virus. Intanto il ministero della Salute ha chiesto di rafforzare i controlli e di accelerare le immunizzazioni.


I numeri del nuovo aumento

Nei primi cinque mesi del 2026 in Italia sono stati registrati 472 casi confermati di morbillo, un valore superiore ai 322 dello stesso periodo del 2025. L’analisi epidemiologica diffusa dal ministero segnala però che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: i casi classificati come possibili o probabili sono infatti 609.

Dopo una fase di contenimento, dall’autunno 2023 i contagi hanno ripreso a salire. Nel 2024 le notifiche sono state 1.045 e 946 episodi sono poi stati verificati in laboratorio; nel 2025, invece, i casi confermati sono scesi a 497. Secondo il report, oltre il 90% dei contagi ha riguardato persone non vaccinate, mentre quasi il 6% persone che avevano ricevuto una sola dose.


Le Regioni dove cresce di più

L’impennata del 2026 è più visibile in alcune aree del Paese. In Calabria si è passati da 17 segnalazioni nel 2025 a 265 nel 2026, in Campania da 18 a 100, nel Lazio da 47 a 54 e in Toscana da 6 a 49.

Restano lontane le coperture considerate adeguate: al 2024 nessuna Regione né Provincia autonoma arrivava al 95% raccomandato. Tra i valori più bassi figurano Sicilia con 67,88%, Campania con 71,89% e Provincia Autonoma di Bolzano con 73,69%.

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La circolare del ministero

Maria Rosaria Campitiello, a capo del dipartimento della prevenzione, ha firmato una circolare inviata a Regioni e istituzioni in cui si chiede di intensificare la sorveglianza e di spingere le vaccinazioni, soprattutto per i giovani adulti tra 15 e 39 anni e per le categorie considerate a rischio. Il documento collega questa indicazione alla crescita dei casi osservata da tre anni, in particolare nella fascia dei giovani adulti, e alla persistenza di livelli vaccinali insufficienti.

La circolare parla di una possibile criticità nella copertura immunitaria e del rischio di una maggiore circolazione del morbillo tra i non immunizzati. Per questo invita anche a verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari, a migliorare la comunicazione del rischio verso personale e popolazione e a potenziare la formazione dei sanitari, così da rendere più efficaci le attività di segnalazione e indagine epidemiologica.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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