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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Milano 2028, l’oncologia apre le porte ai giovani ricercatori

La Statale si prepara a presentare il congresso ESMO del 2028, un appuntamento che collegherà ricerca, formazione e assistenza clinica.

Per gli studenti e i giovani impegnati nei primi anni della ricerca, il congresso ESMO del 2028 sarà un’occasione per osservare da vicino i più recenti sviluppi internazionali dell’oncologia. Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato il ruolo dell’ateneo nella preparazione dell’appuntamento.

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La Statale punta sui giovani

L’area medica rappresenta uno dei settori storici e caratterizzanti della Statale, impegnata nella formazione di medici e ricercatori. Secondo Brambilla, la manifestazione permetterà agli studenti, compresi quelli all’inizio del dottorato, di confrontarsi con il livello raggiunto dalla ricerca oncologica nel mondo.

La rettrice ha inoltre evidenziato che gli stessi studenti potranno partecipare all’evento insieme ai docenti e all’università. L’obiettivo, ha spiegato, è renderli parte di un percorso fondato sul rapporto tra insegnamento, attività scientifica e divulgazione, con attenzione anche al coinvolgimento dei cittadini.


Un congresso con radici milanesi

La scelta di Milano come sede di ESMO 2028 è stata ufficializzata durante l’incontro “Verso ESMO 2028”, organizzato nel capoluogo lombardo. Il congresso si svolgerà dal 20 al 24 ottobre 2028 e vedrà la partecipazione di ricercatori, atenei, enti scientifici e strutture sanitarie.

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Brambilla ha definito la presentazione dell’appuntamento “un’occasione per tutti”, indicando tra i beneficiari la città, il territorio lombardo e l’intero sistema della ricerca italiana. La Statale, ha ricordato, vanta una posizione di rilievo negli studi oncologici e potrà valorizzare il contributo di numerosi soggetti impegnati nello stesso ambito.


Ricerca e cura più vicine

Nell’organizzazione avrà un ruolo anche il professor Curigliano, docente dell’ateneo e responsabile scientifico dell’iniziativa. Il dipartimento di Oncologia, rappresentato dal professor Vago, è coinvolto grazie ai rapporti già sviluppati con ospedali e centri di ricerca.

Questa rete, secondo la rettrice, consente di unire preparazione accademica e sperimentazione, favorendo il passaggio delle nuove conoscenze scientifiche alla pratica medica. Il risultato atteso è un collegamento più diretto tra i progressi della ricerca e l’assistenza ai pazienti.

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