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Salute 2 min di lettura4 giorni fa

Maxi-emergenze, la rete tra militari e soccorritori fa la differenza

A Roma il congresso Siaarti mette al centro addestramento comune, procedure condivise e cooperazione tra sanità militare, Protezione civile e servizi di emergenza.

La capacità di reagire a una maxi-emergenza non si improvvisa quando l’allarme è già scattato: per Siaarti, il punto decisivo è arrivare prima con formazione, protocolli e lavoro di squadra. È questo il filo conduttore emerso all’apertura del congresso Ace, ospitato alla Città militare della Cecchignola di Roma.

Alla cerimonia iniziale hanno preso parte, tra gli altri, Angelo Michele Ristuccia, Vincenzo Campagna e Michele Tirico, insieme a rappresentanti di Protezione civile, Ares 118 e Croce rossa italiana. Il confronto ha riunito in un’unica sede mondi che, secondo la società scientifica, devono sapersi integrare soprattutto quando l’emergenza supera le risorse del singolo sistema.


Un linguaggio comune prima della crisi

Per la presidente Siaarti Elena Bignami, la presenza di sanità militare e soccorso civile nello stesso contesto serve a ricordare che la componente militare fa parte a pieno titolo del sistema Paese. Le maxi-emergenze, ha spiegato, mettono alla prova la capacità di soggetti diversi di coordinarsi rapidamente e in modo ordinato.

La collaborazione, ha aggiunto Siaarti, pesa ancora di più nelle missioni all’estero, dove disastri e calamità impongono un raccordo stretto tra strutture civili e militari. In questa direzione va anche la volontà di rafforzare i progetti congiunti di formazione e ricerca con le varie realtà del soccorso.


Dalla medicina tattica all’emergenza civile

Tra i temi affrontati nelle sessioni successive c’è stato anche il passaggio di competenze dall’ambito militare a quello civile. Nel corso dell’incontro è stato presentato il documento Siaarti Gestione anestesiologica del paziente critico in ambiente ostile, costruito a partire dall’esperienza della medicina tattica.

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Luca Carenzo, responsabile della Sezione Siaarti Maxiemergenze e ambiente ostile, ha richiamato casi in cui anestesisti-rianimatori italiani hanno lavorato con colleghi svizzeri e francesi, come a Crans-Montana, accompagnando pazienti ustionati verso i centri di riferimento in Italia. Il messaggio, ha chiarito, è che una risposta efficace non può poggiare soltanto sulla disponibilità dei singoli, ma richiede addestramento strutturato.


Il congresso guarda anche agli eventi di massa

Nel programma spazio anche a Protezione civile, gestione delle maxi-emergenze ambientali, arresto cardiaco e nuove tecnologie, dalla realtà virtuale nella formazione ai dispositivi di assistenza circolatoria fino ai Cardiac Arrest Center. Altri focus hanno riguardato coagulopatia da emorragia massiva, trauma e controllo del dolore acuto.

Davide Colombo, responsabile scientifico del congresso, ha spiegato che la costruzione del programma ha richiesto scelte complesse, ma il risultato è stato pensato per offrire un quadro equilibrato e scientificamente solido. Tra i temi previsti per l’edizione 2026 figurano anche la sanità nei grandi raduni, nei concerti, nelle manifestazioni sportive e negli eventi di massa, ambiti che richiedono pianificazione specifica e squadre già preparate a gestire sia i casi singoli sia le emergenze collettive.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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