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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Longevità, la scelta decisiva si fa a tavola già da bambini

Al Forum Coldiretti di Roma gli esperti hanno indicato nell’alimentazione fresca e poco lavorata uno dei pilastri della prevenzione.

Le abitudini alimentari costruite durante l’infanzia possono incidere sulla salute degli anni successivi. È il punto emerso dal Forum della Coldiretti a Roma, dove gli specialisti hanno evidenziato il ruolo della prevenzione e la necessità di limitare il ricorso agli alimenti ultra-processati, privilegiando prodotti freschi, naturali e poco lavorati secondo i principi della Dieta mediterranea.

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La prevenzione comincia nell’infanzia

Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Policlinico Gemelli, ha collegato lo stile di vita e le scelte a tavola alla possibilità di prevenire numerose patologie. Tra quelle citate figurano diabete, malattie cardiovascolari, Alzheimer, Parkinson e diversi tumori. «Molte malattie sono prevenibili attraverso lo stile di vita e, soprattutto, l’alimentazione», ha affermato durante il panel dedicato al rapporto tra cibo sano e alimenti dannosi.

Secondo Gasbarrini, i prodotti sottoposti a lavorazioni industriali non dovrebbero diventare la base dell’alimentazione dei bambini italiani. Il medico ha insistito sul fatto che il percorso verso una maggiore longevità prende forma già nei primi anni di vita, quando si consolidano gusti e abitudini destinati a durare nel tempo.


I rischi della cattiva alimentazione

Alberto Villani, coordinatore funzionale dell’Area clinica pediatria universitaria ospedaliera dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze delle scelte alimentari in età pediatrica. «La cattiva alimentazione sta creando tantissimi soggetti che in futuro avranno problemi di salute che impegneranno immense risorse» del sistema sanitario, ha osservato.

Villani ha ricordato che fino a circa vent’anni fa parlare di malattie croniche durante l’età evolutiva sembrava quasi impensabile. Nel suo intervento ha citato anche le ricerche condotte al Bambino Gesù sul fegato grasso nei bambini, tema che testimonia la comparsa precoce di problemi legati alla salute metabolica.

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Così l’industria rende irresistibili i prodotti

Al confronto ha preso parte anche Carlos Augusto Monteiro, epidemiologo e professore all’Università di San Paolo in Brasile. Lo studioso ha ideato il sistema Nova, che classifica gli alimenti in quattro categorie sulla base del livello e della finalità della trasformazione industriale.

Monteiro ha esaminato il legame tra interessi economici, cambiamento dei consumi e salute. Secondo la sua analisi, materie prime ottenute da coltivazioni ad alta resa, tra cui mais, soia, grano e canna da zucchero, consentono di ridurre il costo degli ingredienti e ampliare i margini industriali.

Coloranti, aromi e altri additivi vengono poi impiegati per dare ai prodotti caratteristiche simili a quelle degli alimenti tradizionali, dal gusto all’aspetto fino alla consistenza. «Sono progettati per essere iperappetibili, per essere irresistibili», ha spiegato Monteiro, descrivendo le tecniche usate per raggiungere il cosiddetto punto di massimo piacere, capace di favorire la prosecuzione del consumo.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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