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Salute 3 min di lettura12 ore fa

Il menu in gravidanza può cambiare il rischio per il bebè: i numeri

Il 26% dei neonati osservati ha avuto coliche, mentre nel 5% dei casi il disturbo era accompagnato da eczema.

Il 26% dei neonati osservati ha avuto coliche, mentre nel 5% dei casi il disturbo era accompagnato da eczema. Secondo uno studio statunitense, però, una maggiore aderenza della madre alla dieta mediterranea durante la gravidanza potrebbe ridurre la probabilità che le due condizioni si presentino insieme: ogni punto aggiuntivo nel relativo punteggio è stato associato a un rischio più basso del 15%.

L'analisi ha inoltre collegato ogni porzione settimanale in più di pesce consumata in attesa a una diminuzione del 25% della probabilità di coliche associate all'eczema. Il lavoro è stato realizzato da ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health, del Boston Children's Hospital e dell'Harvard Pilgrim Health Care Institute, con risultati pubblicati su JAMA Network Open.


Coliche ed eczema, il dato centrale

A differenza di molte ricerche precedenti, concentrate sull'alimentazione durante l'allattamento o sul tipo di latte scelto dopo la nascita, questa indagine ha esaminato ciò che le donne mangiavano già durante la gestazione. L'obiettivo era capire se quelle abitudini potessero essere collegate alla comparsa delle coliche e, soprattutto, alla loro presenza insieme all'eczema.

Il rischio risultava invece più elevato tra le donne con un'alimentazione caratterizzata da un maggiore potenziale infiammatorio: per ogni punto in più dell'indice utilizzato dai ricercatori, l'aumento osservato è stato del 34%. Il legame tra dieta materna e disturbi nei primi mesi di vita appariva ancora più evidente quando la madre aveva una storia clinica di allergie.


Che cosa mangiavano le partecipanti

Lo studio, denominato Project Viva, ha seguito più di 1.300 donne reclutate tra aprile 1999 e novembre 2002 negli ambulatori prenatali dell'Eastern Massachusetts. Le partecipanti hanno compilato diversi questionari sugli alimenti consumati, poi valutati attraverso il punteggio della dieta mediterranea e l'indice infiammatorio della dieta.

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Nel primo modello rientravano soprattutto frutta, ortaggi, cereali integrali e grassi considerati salutari, insieme a quantità moderate di latticini e proteine magre. Il secondo descriveva invece un regime con maggiore presenza di carni rosse o lavorate, bibite zuccherate, sodio e cereali raffinati. Sono stati registrati anche i consumi di pesce e crostacei, uova, latticini, arachidi e altra frutta a guscio.


Un possibile indizio sulla salute futura

Jenifer Lightdale, autrice responsabile e docente di Pediatria alla Harvard Medical School, ha sottolineato che si tratta del primo lavoro dedicato al rapporto tra alimentazione prenatale, coliche e combinazione con l'eczema. Le sue precedenti ricerche, ha ricordato, avevano già evidenziato una maggiore frequenza di asma, rinite stagionale e allergie alimentari nei bambini che avevano sofferto di coliche.

La presenza simultanea di coliche ed eczema nei primi anni potrebbe quindi segnalare una maggiore predisposizione a manifestazioni allergiche successive, anche se lo studio ha rilevato associazioni e non dimostra da solo un rapporto di causa ed effetto. Gli altri alimenti potenzialmente allergenici analizzati, come uova, latticini e frutta a guscio, non sono risultati collegati alla combinazione dei due disturbi.

Emily Oken, prima autrice della ricerca, ha definito i risultati un ulteriore argomento a favore di un'alimentazione equilibrata in gravidanza, con particolare attenzione al pesce. La studiosa ha però richiamato anche le difficoltà economiche e organizzative che possono rendere meno accessibili cibi salutari, auspicando che le conclusioni possano orientare programmi di sostegno nutrizionale e servizi sanitari, compresi Wic, Snap e le iniziative fondate sul principio che il cibo possa contribuire alle cure.

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