Hiv, i progressi scientifici non cancellano lo stigma
Cristina Zocchetti: terapie efficaci e meno frequenti favoriscono una vita sociale libera da limitazioni
Gareth Thomas, ex capitano del Galles e dei British & Irish Lions, ha chiesto di portare il tema dell’Hiv all’attenzione dei media e della società. Il protagonista della campagna “Tackle Hiv 2026 Italia” ha sottolineato l’importanza dei test e di una mobilitazione collettiva contro lo stigma.
Lo stigma verso le persone che vivono con l’Hiv continua a essere alimentato dalla scarsa conoscenza dei risultati raggiunti dalla ricerca. Lo ha spiegato Cristina Zocchetti, direttore medico di ViiV Healthcare Italia e Olanda, durante un incontro organizzato giovedì 5 novembre a Roma.
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La distanza tra scienza e percezione
Secondo Zocchetti, l’infezione oggi può essere gestita consentendo una vita normale, ma questa realtà non è ancora abbastanza conosciuta dal pubblico. La comunicazione, a suo giudizio, non avrebbe accompagnato con la stessa velocità l’evoluzione delle cure.
«Il concetto di U=U, non rilevabile uguale non trasmissibile, consente alle persone di avere una vita sociale e relazionale normale e senza limitazioni», ha detto la dirigente a Casa Gsk, durante l’appuntamento intitolato “Oltre lo stigma: salute, prevenzione e inclusione”.
La sigla indica che una persona con carica virale non rilevabile non trasmette l’infezione. Per Zocchetti, rendere più nota questa informazione è una delle condizioni necessarie per ridurre i pregiudizi ancora associati all’Hiv.
Terapie più integrate nella quotidianità
La dirigente ha osservato che i trattamenti disponibili sono efficaci quando vengono seguiti correttamente e accompagnati da controlli regolari. Il contributo dell’innovazione, quindi, non riguarda soltanto il risultato clinico, ma anche la possibilità di adattare la terapia alle abitudini e alle necessità individuali.
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Tra gli strumenti indicati ci sono le somministrazioni affidate a personale sanitario, che possono aiutare a rispettare il percorso terapeutico, e i trattamenti con intervalli più lunghi tra una dose e l’altra. In questo modo la gestione dell’infezione può incidere meno sulla vita di ogni giorno e attenuare la percezione di sentirsi costantemente paziente.
Il caso delle persone anziane
Un beneficio particolare può riguardare le persone anziane che convivono con altre patologie e devono già assumere diversi medicinali. Ridurre gli impegni legati alla gestione quotidiana dell’Hiv può alleggerire il carico complessivo delle cure e favorire una maggiore autonomia.
«L’innovazione passa dalla capacità di integrarsi nella vita di chi vive con l’Hiv, riducendo al minimo lo stigma e il peso della terapia», ha concluso Zocchetti.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati della campagna “Tackle Hiv 2026 Italia”, realizzata online da Research Without Barriers su 2.012 adulti italiani tra il 10 e il 23 marzo 2026, per conto dell’azienda farmaceutica e con la collaborazione di Terrence Higgins Trust.
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