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Salute 3 min di lettura6 giorni fa

Farmaceutica in corsa: in 5 anni gli investimenti volano del 54%

Cattani rivendica il primato del settore su innovazione e imprese attive nella ricerca, ma chiede all’Europa un cambio di rotta e per l’Italia nuove riforme e stop al payback.

Le imprese del farmaco chiedono una svolta sulle regole europee mentre rivendicano numeri in forte crescita: per Marcello Cattani, il settore è tra quelli che più spingono su innovazione, ricerca e occupazione. Sul tavolo ci sono anche gli investimenti negli studi clinici, indicati come un tassello decisivo per l’accesso alle terapie più avanzate.


L'appello all'Europa e il nodo payback

Cattani, presidente di Farmindustria, insiste sulla necessità di rivedere in profondità le policy dell’Unione europea, così da adattarle a un contesto che cambia rapidamente. Nel suo ragionamento entrano anche le misure statunitensi sul farmaceutico, richiamate come elemento di pressione competitiva, e la crescita della Cina nella sfida sui nuovi farmaci e sui vaccini.

Sul fronte italiano, il presidente lega la tenuta dei risultati alla capacità di portare avanti le riforme già avviate e di non dare per scontati i dati positivi. Poi il passaggio più netto: secondo Cattani va superato subito il payback, che a suo dire pesa sulle aziende intenzionate a investire nel Paese.


I numeri che rivendica Farmindustria

La fotografia diffusa da Farmindustria parte da 2,5 miliardi di euro investiti in Ricerca e Sviluppo nel 2025, pari all'8% di tutti gli investimenti nazionali. Rispetto a cinque anni fa, l’aumento indicato è del 54%, mentre gli addetti alla R&S sono saliti a 7.300, con un progresso dell’8% nel quinquennio e una presenza femminile pari al 53%.

Sempre secondo i dati Istat citati da Cattani, l’industria farmaceutica guida i settori industriali per investimenti in innovazione per addetto, con un valore che arriva a tre volte la media. Il comparto, inoltre, risulta primo per quota di imprese innovative, oltre il 90% del totale, e per collaborazione con altri attori dell’ecosistema della ricerca, soprattutto università e centri pubblici.


Ricerca, formazione e ricadute sul sistema

Per Farmindustria, la forza del settore italiano sta anche nella varietà delle specializzazioni: farmaci, vaccini, plasmaderivati, farmaci orfani e terapie avanzate vengono indicati come ambiti sviluppati anche insieme ad altri soggetti della R&S nazionale. A questo si sommano, nelle parole di Cattani, circa 800 milioni di euro l’anno destinati agli studi clinici.

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Questi investimenti, sostiene il presidente, favoriscono l’accesso dei pazienti alle terapie più innovative e allo stesso tempo garantiscono al Servizio sanitario nazionale risorse rilevanti e costi più contenuti. Per il futuro, però, serve anche altro: più competenze nei giovani, una formazione più qualificata e un ambiente capace di attrarre innovazione, considerato indispensabile per mantenere e far crescere l’occupazione.


La vetrina della Notte dei Ricercatori

Nel quadro di questo messaggio si inserisce anche la Notte dei Ricercatori 2026, in programma domani, presentata come un’occasione per diffondere cultura scientifica e avvicinare i più giovani alla ricerca. L’iniziativa viene richiamata come parte del lavoro di sensibilizzazione attorno al valore dell’innovazione.

Per Cattani, il tema non riguarda solo il presente del comparto ma anche la sua capacità di restare competitivo in uno scenario internazionale che si muove in fretta. È in questo contesto che Farmindustria colloca la richiesta di cambiare passo, in Europa e in Italia, per non indebolire una filiera che oggi rivendica risultati già molto consistenti.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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