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Salute 2 min di lettura8 ore fa

Cuore e reni sotto controllo: il test semplice che in Italia resta ai margini

Il rapporto uAcr può segnalare in anticipo un danno renale, ma il suo impiego risente ancora di differenze territoriali e ostacoli nei percorsi di cura.

«Cuore e reni, infatti, sono strettamente collegati: quando uno dei due organi non funziona bene, anche l'altro ne risente». Lo ha sottolineato Nedim Pipic, presidente e amministratore delegato di Boehringer Ingelheim Italia, parlando del valore della diagnosi precoce durante la EU Screening Week.

Secondo Pipic, la settimana europea dedicata allo screening rappresenta un momento importante per richiamare l'attenzione sull'individuazione tempestiva del rischio cardiovascolare e renale.


La diagnosi precoce può cambiare la gestione

Riconoscere una sofferenza dei reni prima che compaiano disturbi permette di affrontare il percorso clinico in modo diverso. Massimo Morosetti, presidente della Fondazione Italiana del Rene, ha ricordato che la funzionalità renale condiziona anche l'impiego di diversi medicinali, compresi antipiretici e antidolorifici di uso comune.

«Adesso la situazione è completamente cambiata, abbiamo farmaci in grado di rallentare tantissimo la progressione della malattia renale, o di fermarla se si interviene in una fase molto precoce», ha spiegato Morosetti. In precedenza, ha aggiunto, le possibilità disponibili si concentravano soprattutto su dieta e farmaci contro l'ipertensione.


Un esame accessibile ma poco usato

A fornire un'indicazione anticipata può essere l'uAcr, cioè il rapporto tra albumina e creatinina misurato nelle urine. L'analisi è semplice e poco costosa, ma nella pratica clinica italiana non viene ancora richiesta e utilizzata con regolarità, riducendo la possibilità di individuare presto una condizione renale inizialmente priva di sintomi.

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Il quadro è contenuto nel rapporto indipendente “Test uAcr nella routine clinica”, elaborato da un comitato scientifico coordinato da Iqvia e commissionato e finanziato da Boehringer Ingelheim. Luca Pinto, responsabile delle soluzioni per il mondo reale e dei servizi di coinvolgimento di Iqvia per Italia e Grecia, ha descritto un esame riconosciuto sul piano clinico, già disponibile e tecnicamente agevole, ma non inserito in maniera omogenea nei percorsi assistenziali.


Territorio e organizzazione frenano l'impiego

Dall'indagine emerge che l'utilizzo dell'uAcr risente di ostacoli di natura organizzativa, operativa e culturale. Questi fattori ne impediscono l'integrazione sistematica nell'assistenza e producono una marcata variabilità tra le diverse aree del Paese.

Il documento è stato illustrato a Roma in un incontro organizzato nell'ambito della EU Screening Week, in programma dal 28 settembre al 4 ottobre. L'iniziativa è dedicata alla prevenzione attraverso lo screening e all'identificazione anticipata dei rischi per la salute.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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