628notizie oggi Scopri i vantaggi
Salute 3 min di lettura1 ora fa

Cpr, l’allarme dei medici: quei centri possono aumentare il rischio sanitario

Un articolo pubblicato su The Lancet esamina le condizioni nei centri italiani e il conflitto tra valutazioni cliniche e politiche di detenzione.

La pubblicazione su The Lancet porta all’attenzione della comunità scientifica internazionale il tema della salute nei centri di permanenza per il rimpatrio italiani. Secondo Francesco Tommasi, dell’Università di Milano, il rilievo della questione è confermato anche dalla scelta di una rivista considerata tra le più autorevoli nel campo medico.

«Crediamo che questa questione meriti l’attenzione della comunità scientifica internazionale», afferma Tommasi. A suo giudizio, l’uscita dell’articolo rappresenta un segnale della rilevanza del problema.

Offerta del giorno24 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 68 giorni
*********


Medici divisi sull’idoneità alla detenzione

Gli autori riferiscono che alcuni professionisti hanno iniziato a contestare l’opportunità di certificare l’idoneità delle persone migranti alla permanenza nei Cpr. La loro posizione, spiegano, nasce dall’intreccio di ragioni sanitarie, etiche e giuridiche, oltre che dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità riguardanti la protezione delle persone detenute.

Il tema riguarda anche il ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale chiamati a esaminare chi entra in queste strutture. Per gli autori, la valutazione clinica si colloca in un contesto nel quale la detenzione amministrativa potrebbe avere caratteristiche dannose per la salute.


L’indagine sui certificati medici

L’articolo prende spunto dall’inchiesta sui presunti certificati sanitari falsi che sarebbero stati rilasciati per evitare il trattenimento nei centri. Tommasi, Angela Adami della Scuola Normale Superiore di Pisa e Sebastiano Venturi dello studio legale Varali Rigotti di Verona collegano il caso alle condizioni degli stessi luoghi di detenzione.

Nel loro esame, l’azione giudiziaria e l’ambiente dei Cpr vengono presentati come elementi capaci di esporre i migranti a un pericolo più elevato di morte prematura, con differenze legate ai gruppi di appartenenza. Gli autori definiscono questa dinamica una possibile forma di violenza istituzionalizzata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Malattie e criticità nelle strutture

Tra i rischi indicati compaiono patologie infettive, malattie non trasmissibili e disturbi della salute mentale. A sostegno delle loro osservazioni, gli autori richiamano il rapporto consegnato al governo nel 2024 dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o delle pene disumani o degradanti.

Quel documento avrebbe evidenziato carenze nelle condizioni materiali, una gestione orientata soprattutto alla sicurezza e una qualità non uniforme dell’assistenza sanitaria. Il rapporto segnalava inoltre l’impiego frequente di medicinali, soprattutto psicotropi, una qualità insufficiente del cibo e una limitata trasparenza amministrativa, oltre a episodi di uso sproporzionato della forza e a maltrattamenti fisici e psicologici.


Visite sotto pressione, dubbi professionali

Tommasi sostiene che il medico, in questi contesti, si trovi davanti a un problema che coinvolge contemporaneamente responsabilità professionali, etica e deontologia. Le condizioni operative delle visite, aggiunge, non consentirebbero sempre di ricostruire in modo completo lo stato di salute della persona esaminata.

Tra gli ostacoli viene indicata anche la presenza delle forze dell’ordine durante gli accertamenti, insieme alla pressione esercitata nel corso delle valutazioni. Per gli autori, il dovere di cura dovrebbe spingere i sanitari a difendere la salute dei pazienti, invece di trasformarli in strumenti delle politiche di sicurezza.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere