Chirurghi, il conto alla rovescia è già iniziato: 1.500 in meno
Turni pesanti, retribuzioni considerate poco competitive rispetto all’Europa occidentale, innovazione tecnologica lenta e un contenzioso medico-legale aumentato del 150% in dieci anni stanno rendendo la chirurgia generale meno attrattiva…
Turni pesanti, retribuzioni considerate poco competitive rispetto all’Europa occidentale, innovazione tecnologica lenta e un contenzioso medico-legale aumentato del 150% in dieci anni stanno rendendo la chirurgia generale meno attrattiva per i giovani. La Società Italiana di Chirurgia chiede per questo un intervento organico, con incentivi economici, maggiore disponibilità delle tecnologie robotiche e una rapida approvazione delle norme sulla responsabilità professionale e dello “scudo penale” all’esame della Camera.
La domanda cresce, i medici diminuiscono
Il presidente della Società Italiana di Chirurgia, Ludovico Docimo, ha sintetizzato così la situazione: «I numeri indicano un divario drammatico tra un calo del 20% dell’organico e un aumento del 12% della domanda di cure nei prossimi cinque anni». La conseguenza, secondo il presidente, potrebbe essere un accesso più difficile alle sale operatorie.
Docimo ha inoltre avvertito che i tempi di attesa e gli spostamenti potrebbero aumentare soprattutto nel Mezzogiorno. Il rischio riguarderebbe 1 intervento di chirurgia generale su 10 dei 650 mila eseguiti ogni anno, con possibili ripercussioni sulla disponibilità delle prestazioni.
Pensionamenti senza ricambio sufficiente
Più della metà dei chirurghi ospedalieri ha già superato i 60 anni. Nei prossimi cinque anni sono previste 2.800 uscite per pensionamento, mentre i nuovi specialisti destinati a entrare nel sistema saranno meno di 1.300: il saldo potrebbe dunque risultare negativo per circa 1.500 professionisti entro il 2030.
Il disequilibrio rischia di colpire in modo diverso le varie aree del Paese, lasciando alcune zone con una copertura insufficiente. La difficoltà non riguarda soltanto il numero degli specialisti già in servizio, ma anche la capacità di formarne abbastanza per sostituire chi lascerà l’attività.
Le borse restano scoperte
I dati relativi alle borse di specializzazione del 2026 mostrano un lieve recupero rispetto all’anno precedente, ma non cancellano il problema: il 30% dei posti è rimasto senza assegnazione, contro il 37,8% registrato nel 2025. In termini assoluti, non sono stati attribuiti 193 dei 646 contratti disponibili.
Le maggiori difficoltà emergono in diverse sedi periferiche. A L’Aquila non è stato assegnato alcun contratto; a Udine e Genova è rimasto libero quasi il 90% dei posti. A Cosenza, Sassari, Campobasso e Perugia, invece, le assegnazioni hanno raggiunto al massimo il 20% dell’offerta.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La chirurgia convince sempre meno
Un altro indicatore arriva dal concorso nazionale: tra i primi 1.000 classificati, soltanto 9 hanno optato per la chirurgia generale. Il dato segnala quanto la disciplina fatichi a competere con altri percorsi di specializzazione nella scelta dei giovani medici.
Anche chi intraprende il percorso non sempre arriva alla conclusione. Il 10% degli specializzandi interrompe la formazione prima del termine, mentre un ulteriore 10% sceglie di andare all’estero oppure di lavorare nella sanità privata.
L’allarme della società scientifica
La situazione è stata illustrata durante il 128esimo congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia, in programma a Roma fino al 14 ottobre. L’organizzazione ha collegato la riduzione degli organici alla crescita attesa del bisogno di cure, sottolineando la necessità di rendere la professione più sostenibile.
Tra le misure indicate figurano un rafforzamento degli incentivi economici, un accesso più esteso alla chirurgia robotica e l’approvazione in tempi rapidi della riforma sulla responsabilità professionale. Nel pacchetto richiesto rientra anche lo “scudo penale”, attualmente in discussione alla Camera.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Nodulo polmonare, quando la diagnosi precoce può portare alla guarigione
Massimo Di Maio, presidente Aiom, spiega cosa può accadere dopo l’asportazione e quali elementi determineranno il percorso successivo
Asma infantile, la tecnologia può anticipare le crisi: i dati di 50 studi
Una revisione presentata al Congresso Simri indica che app, inalatori connessi, sensori e telemedicina possono migliorare l’aderenza e contenere le complicanze dell’asma nei più piccoli.
Chirurghi, il conto alla rovescia è già iniziato: cosa rischia l’Italia
Tra cinque anni l’Italia potrebbe trovarsi con molti meno chirurghi rispetto al fabbisogno.
Malattie reumatologiche, 10 milioni coinvolti: Schillaci rilancia la prevenzione
Il ministro della Salute interviene al Senato nella Giornata mondiale e richiama il peso sociale delle patologie, comprese le forme più invalidanti.