Cecchignola, la sfida di Siaarti: unire forze per i disastri
Alla Città militare di Roma il congresso sull’emergenza mette attorno allo stesso tavolo sanità civile, militare e Protezione civile per rafforzare prevenzione e risposta alle calamità.
Elena Bignami ha indicato nella collaborazione tra più mondi il passaggio decisivo per affrontare meglio le emergenze. Alla Città militare della Cecchignola, sede del congresso dell’Area culturale Medicina critica dell’emergenza di Siaarti, la presidente della società scientifica ha spiegato che il lavoro comune serve sia a migliorare la cura dei pazienti sia a limitare i rischi per la popolazione quando si verificano calamità.
La priorità è capire il rischio
Nel suo intervento, Bignami ha parlato di uno degli obiettivi della tre giorni: valutare e classificare il pericolo cui sono esposte le persone coinvolte in un evento critico. Per farlo, ha sottolineato la necessità di rafforzare i legami tra medici, infermieri, operatori dell’emergenza-urgenza sul territorio, sanità militare e Protezione civile.
Ha aggiunto che il luogo scelto per il congresso non è casuale, perché alla Cecchignola il confronto tra sanità civile e militare può diventare più concreto. Secondo la presidente di Siaarti, questa rete di competenze è essenziale per costruire una medicina dei disastri più efficace, fondata su preparazione e coordinamento.
Un lavoro comune per reagire meglio
Bignami ha insistito anche sulla necessità di definire obiettivi condivisi tra anestesisti, rianimatori e personale militare, includendo anche altre professionalità presenti nella struttura romana. L’idea è mettere insieme esperienze diverse per arrivare a una risposta più ordinata quando un’emergenza colpisce il territorio.
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La presidente della società scientifica ha poi chiarito che lo scopo finale è duplice: migliorare l’assistenza e, allo stesso tempo, prevenire per quanto possibile gli effetti più gravi dei disastri. In questa prospettiva, ha osservato, bisogna prepararsi a scenari che si spera di non dover affrontare spesso, ma che richiedono comunque un sistema capace di intervenire con efficacia.
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