Base cranica, meno complicanze: il salto tecnologico spiegato da Santoro
Al congresso Sinch di Catania si è discusso dei progressi nella rimozione di meningiomi, adenomi ipofisari e craniofaringiomi.
Le innovazioni introdotte nella neurochirurgia hanno reso più agevole il trattamento di diversi tumori situati alla base del cranio. Antonio Santoro, della Sapienza e del Policlinico Umberto I di Roma, ha illustrato i progressi al 75.esimo congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia, organizzato a Catania.
Tumori diversi, nuove possibilità chirurgiche
Secondo Santoro, le patologie della base cranica comprendono soprattutto meningiomi, adenomi ipofisari e craniofaringiomi. Si tratta quindi di un insieme eterogeneo di tumori, affrontato negli ultimi anni con strumenti e metodiche sempre più evoluti.
Il professore di Neurochirurgia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che dirige l’Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I, ha sottolineato come le tecnologie più recenti abbiano facilitato in modo rilevante l’asportazione di queste formazioni. L’obiettivo indicato nel suo intervento riguarda una maggiore efficacia delle procedure insieme a una più contenuta incidenza di complicanze.
Il ruolo delle tecniche endovascolari
Un altro capitolo discusso durante l’appuntamento scientifico ha riguardato la chirurgia cerebrovascolare. In questo settore, ha spiegato Santoro, sono state sviluppate procedure endovascolari grazie al lavoro dei neuroradiologi e, in determinati casi, anche di neurochirurghi specializzati nello stesso tipo di trattamento.
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«Con queste nuove metodologie abbiamo ottenuto risultati significativi, con una riduzione dell’incidenza delle complicanze», ha concluso Santoro. Il congresso ha così posto l’attenzione non soltanto sui principali tumori della base cranica, ma anche sull’evoluzione delle tecniche utilizzate nella chirurgia cerebrovascolare.
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