Artrosi, quando la corsa può restare possibile
Una ricerca ridimensiona il divieto assoluto per le attività ad alto impatto: a fare la differenza sono soprattutto carico, intensità e gradualità.
La presenza di artrosi a ginocchia o anche non significa automaticamente dover rinunciare alla corsa. Una ricerca suggerisce infatti che l’attività ad alto impatto possa essere valutata anche in questi casi, senza considerarla a priori incompatibile con la condizione articolare.
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Il divieto assoluto non vale per tutti
L’idea che correre sia sempre dannoso per le articolazioni colpite da artrosi viene quindi ridimensionata. Il risultato della ricerca non equivale però a un via libera indistinto: la possibilità di praticare questa attività dipende dalla persona e dal modo in cui viene svolta.
La risposta, dunque, non è uguale per ogni individuo. Prima di stabilire se la corsa possa essere mantenuta, occorre considerare il livello di intensità e la progressione dell’attività, elementi che devono essere adattati alle caratteristiche del singolo caso.
Intensità e gradualità fanno la differenza
Il punto centrale indicato dalla ricerca riguarda la gestione del carico. Un’attività ad alto impatto non viene presentata come necessariamente vietata, ma richiede un’impostazione calibrata, con modalità e avanzamento commisurati alla persona.
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Su questo aspetto si concentrano anche le indicazioni della fisiatra citate nel testo: non conta soltanto scegliere se correre oppure no, ma valutare come introdurre o proseguire l’attività. Intensità e progressione, pertanto, non possono essere separate dalla situazione individuale di chi ha artrosi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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