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Salute 2 min di lettura42 min fa

Antibiotici, il 26,7% dei genitori altera i sintomi dei figli

Studio statunitense su 236 adulti: circa otto richieste modificate su dieci hanno portato alla ricetta

Il 26,7% dei genitori coinvolti in uno studio ha dichiarato di aver alterato almeno una volta i sintomi del figlio per ottenere antibiotici. In circa otto casi su dieci, la richiesta ha portato alla prescrizione.

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Le ragioni delle richieste

La ricerca ha raccolto le risposte di 236 genitori statunitensi, interrogati su eventuali informazioni false o esagerate riferite al pediatra. Tra gli esempi indicati figuravano una febbre inesistente oppure una tosse descritta come presente da due settimane anziché da una sola.

Il 71,4% di chi aveva modificato il racconto riteneva che gli antibiotici fossero l’unica soluzione per un bambino considerato gravemente malato. Il 66,7% pensava invece che i farmaci potessero consentire al figlio di tornare più rapidamente a scuola o alle attività extrascolastiche. Per il 63,5%, inoltre, la conoscenza della storia clinica del bambino appariva superiore a quella del medico.


I risultati tra i genitori

La quota più ampia del campione, pari a 173 persone, ha riferito di non aver mai mentito al medico per ottenere antibiotici. La fiducia nel giudizio del professionista e la scarsa propensione ad assumere questi farmaci sono state indicate tra le principali ragioni della scelta.

Nel gruppo che ha ammesso di aver alterato le informazioni, la maggioranza ha parlato di sintomi esagerati o inventati. Quarantacinque genitori, pari al 19,1% del campione complessivo, hanno dichiarato di aver fatto entrambe le cose.

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Le responsabilità dei medici

Lo studio è stato realizzato da Alistair Thorpe della Spencer Fox Eccles School of Medicine dell’Università dello Utah, a Salt Lake City, e pubblicato su JAMA Network Open. Un editoriale collegato alla ricerca, firmato da Jeffrey Linder della Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago, attribuisce una parte della responsabilità anche ai medici quando prescrivono antibiotici sulla base di sintomi falsificati.

Thorpe ha richiamato inoltre l’attenzione sui rischi legati a questi farmaci con una frase riportata nello studio: «Gli antibiotici non sono farmaci innocui».

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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