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Salute 3 min di lettura2 giorni fa

Abusi e fine vita, il doppio richiamo di Leone XIV da Lourdes

Il Papa chiede protezione rigorosa per i minori e difende la dignità dei malati, sollecitando più cure palliative e una medicina al servizio della vita.

La lotta agli abusi sui minori deve proseguire senza abbassare la guardia. Nel colloquio riservato con i vescovi francesi, Papa Leone XIV ha riconosciuto il percorso compiuto dalla Chiesa in Francia, ma ha chiesto di mantenere la “massima vigilanza” dopo gli interventi adottati per ascoltare le vittime, accertare la verità, garantire giustizia e rafforzare prevenzione e protezione.

Il Pontefice ha ricordato anche le difficoltà affrontate dalla Conferenza episcopale francese. Accanto alla tutela dei minori, ha sottolineato la necessità di sostenere il clero e di rendere più chiara l’identità sacerdotale, così da favorire nuove vocazioni e il servizio alla missione della Chiesa.


Più spazio alle cure palliative

Nel messaggio rivolto agli operatori dell’Accueil Notre-Dame, Leone XIV ha indicato come priorità lo sviluppo delle strutture dedicate alle cure palliative e della ricerca. A suo avviso, l’assistenza deve accompagnare la persona malata con sensibilità, proteggendone il valore anche nei momenti di maggiore sofferenza.

L’esperienza di Lourdes è stata presentata come esempio di questa attenzione: medici, infermieri, barellieri, cappellani e équipe pastorali lavorano insieme accanto ai malati. La cura, ha spiegato il Papa, non riguarda soltanto il corpo, ma coinvolge anche la dimensione spirituale della persona.


La dignità non dipende dalla salute

L’incontro a Notre-Dame di Lourdes con i malati e con chi li assiste è stato segnato dalla riflessione sul fine vita. Il Pontefice ha ribadito il rifiuto del suicidio assistito e ha sostenuto che la dignità appartiene a ogni essere umano per il solo fatto di esistere: non può quindi essere calcolata, graduata o sottoposta a discussione.

A chi vive patologie complesse e dolori molto intensi, Leone XIV ha rivolto un messaggio di vicinanza, escludendo che le norme possano cancellare il valore della persona. Ha inoltre affermato: “Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa”. Nel suo intervento ha ricordato anche chi non ha potuto partecipare perché costretto a casa o ricoverato in ospedale.

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La medicina non deve diventare morte

Parlando agli operatori sanitari, il Papa ha definito la loro vocazione come una responsabilità verso chi soffre, non come un’attività finalizzata a eliminarne la vita. Da qui l’invito a essere custodi appassionati dell’esistenza e a riconoscere nella persona malata un valore che non dipende dalle sue condizioni fisiche.

Leone XIV ha richiamato anche un precedente discorso rivolto ai membri della fondazione Lejeune, nel giugno scorso, per escludere che decisioni sulla vita di un embrione o di una persona anziana possano essere affidate a valutazioni automatizzate o a criteri puramente tecnici. Nel passaggio più netto ha dichiarato: “La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!”.

Nel corso della riflessione, il Pontefice ha ripreso inoltre un pensiero di Wojtyla sulla necessità di uno sguardo capace di riconoscere nella vita gratuità, bellezza, responsabilità e apertura al trascendente. Ogni persona, secondo questa prospettiva, va accolta come un dono e non trattata come qualcosa di cui appropriarsi o disporre.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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