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Salute 2 min di lettura6 giorni fa

550mila persone e Fascicolo al 90%: la sfida digitale della sanità

Alessio Butti illustra i risultati del Pnrr e avverte: tecnologia, formazione e revisione dei processi devono procedere insieme

Più di 550mila persone sono state raggiunte dall'assistenza e il 90% dei documenti presenti nel Fascicolo sanitario elettronico è oggi in formato digitale. Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, ha presentato questi dati durante la giornata conclusiva di Med Salute, la manifestazione dedicata a “Economia e Salute. La sfida della sostenibilità nel Mezzogiorno”.


I risultati della trasformazione digitale

Nel corso dell'incontro Butti ha ricordato il lavoro svolto insieme alle Regioni e ai territori per applicare l'innovazione al sistema sanitario. L'obiettivo indicato è stato quello di valorizzare le esperienze più efficaci e renderle replicabili su scala nazionale.

La tappa calabrese di Med Salute, promossa da Fiaso e Regione Calabria e organizzata da Motore Sanità, ha riunito per due giornate le otto Regioni del Sud. Al confronto hanno partecipato istituzioni, aziende sanitarie, professionisti e rappresentanti della comunità scientifica; in questo contesto il sottosegretario ha richiamato anche il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr.


La tecnologia non basta da sola

Butti ha però invitato a non considerare gli strumenti digitali come una soluzione automatica ai problemi della sanità. «La tecnologia non è la panacea di tutti i mali», ha affermato, spiegando che la sua introduzione in una struttura non garantisce di per sé un miglioramento dell'organizzazione o dei servizi.

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Secondo il sottosegretario, servono anche una revisione delle procedure e un investimento costante nell'aggiornamento del personale. L'innovazione dovrebbe consentire a medici, infermieri e operatori di dedicare più tempo all'assistenza, mentre nel Mezzogiorno potrebbe aiutare a ridurre l'impatto delle distanze e delle difficoltà territoriali.

La gestione del cambiamento, ha aggiunto Butti, deve restare nelle mani delle direzioni sanitarie. «La trasformazione tecnologica deve essere governata dalle direzioni e non può essere delegata a chi fornisce tecnologia», ha concluso, indicando nella capacità di governo uno degli elementi decisivi per rendere efficaci gli investimenti digitali.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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